23 novembre 2011
LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE
 
LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA
RECESSIONE IRREVERSIBILE
George Orwell: “Se la libertà
significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non
vuole sentire”.
Wolfgang Goethe: “In politica,
come sul letto di malattia, molta gente si gira da una parte e dall’altra,
pensando di trovare una posizione più comoda”.
John Stuart Mill: “Non possiamo
mai essere certi che l’opinione che tentiamo di soffocare sia falsa; e se ne
fossimo certi, soffocarla sarebbe ancora un male”.
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ELEZIONI
POLITICHE 2013 : UN VOTO A FUTURA MEMORIA
Il Prof. Monti vuol mettere al centro della sua politica
l’Europa. Ma siamo tanto sicuri che rimanere nell’Unione Europea e nell’euro in
particolare sia l’interesse del popolo italiano? Già l’euro ci ha dimezzato il
potere d’acquisto e il valore dei risparmi. Ora Germania (col rifiuto egoistico
e testardo degli eurobond) e Francia, per difendere il LORO euro vogliono farci
ripagare in pochi anni il nostro debito pubblico, accumulato in oltre mezzo
secolo. Questo vuol dire per noi gente comune SEMPRE PIU’ TASSE, ci
ammazzeranno di tasse, gettando la nostra economia in una recessione
IRREVERSIBILE. Quando c’era la lira si era creato un equilibrio di
sopravvivenza: gli Italiani prestavano i soldi allo stato comprando BOT e CCT e
ricevendone in cambio un buon interesse, soldi che spendevano in consumi,
trainando l’economia. Al grosso debito pubblico si rimediava ogni tanto con una
svalutazione della lira, che faceva respirare le nostre industrie esportatrici.
Tutti sopravvivevamo. Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche
per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di
oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci
governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata
tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari?
Un
suggerimento: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o
fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella
scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI DI
PDL E LEGA favorevoli alle nuove tasse: quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI
SULLA PRIMA CASA e/o ALLA PATRIMONIALE ,... nonché i traditori che hanno fatto
cadere Berlusconi.
Alle
prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a
vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’.
Gli
elettori del centrodestra non vogliono una destra alla Sarkozy o alla Merkel o
alla Cameron, non vogliono una destra asservita a oscuri poteri forti
internazionali e anti-italiani, non vogliono una destra statalista, dirigista,
antidemocratica e tassaiola come la sinistra.
Gli
elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o
una Merkel.
LE MISURE FISCALI IMPOPOLARI SONO QUELLE PRESE CONTRO IL
POPOLO
Il popolo sa riconoscere i suoi
nemici. Il popolo percepisce le cose come realmente sono. Vi ricordate la
bufala dell’inflazione “percepita” come maggiore dell’inflazione reale? No, il
popolo “percepiva” l’inflazione vera, non quella ufficiale e fasulla.
Ugualmente adesso vogliono farci sembrare serio, responsabile, quasi eroico chi
adotta misure fiscali IMPOPOLARI. No, chi adotta misure fiscali impopolari è
uno che ruba al popolo, alle famiglie, ai lavoratori, ai risparmiatori, per
dare ai ricchi, alla grande industria succhiasoldipubblici, al politburò, ai
ceti parassitari, a sindacati e corporazioni, alle parti “sociali” che non
rappresentano nessuno e che più antisociali non si può.
Ad ammazzare il popolo e
l’economia di tasse qualsiasi tiranno e predone è buono, non ci volevano tanti
professoroni e manager... Un’ulteriore tassazione affosserebbe in una
recessione irreversibile un paese che invece ha bisogno di uno sviluppo
selettivo e velocemente arricchente. Occorrono idee nuove che propongano uno
sviluppo intelligente, basato su ciò che l’Italia già ha di competitivo, senza
guardare in faccia a nessuno, tanto meno all’euro e all’Europa o ai padroni
nostrani succhiasoldipubblici; anzi, proprio questi ultimi sono stati e sono
tuttora i principali beneficiari della spesa pubblica grandemente finanziata
con quel debito statale accumulato in mezzo secolo che ora vogliono
criminalmente far ripagare a noi contribuenti sans pouvoir in cinque anni.
Una buona idea, da me proposta da
anni, è quella di RIPAGARE SENZA SACRIFICI IL DEBITO PUBBLICO TRASFORMANDO
L’ITALIA IN UN PARADISO FISCALE e turistico. Abbiamo TUTTO per farlo: storia, arte, clima, gastronomia, cultura, bellezze ambientali, nonché
le migliori banche, i migliori intermediari finanziari d’Europa e del mondo,
per divenire la residenza stabile e/o la meta turistica dei ricchi e dei
benestanti del mondo, e ciò può portarci ben più ricchezza di qualsiasi altra
tipologia di sviluppo economico. Per la crescita della ricchezza di ciascun
Italiano e dell’Italia tutta non è necessario che “qualcun altro” paghi più
tasse. Occorrono soluzioni tanto intelligenti quanto ovvie e
praticabili, come questa da me avanzata, e meno spesa pubblica, meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.
Nel frattempo dobbiamo tutelare le
nostre famiglie, i nostri figli, i nostri risparmi, le nostre proprietà, dallo
stato e dalle famiglie padrone dello stato. La protezione individuale è la
prima giustissima difesa, ma dobbiamo anche unirci, coalizzarci,
organizzarci... LORO sono uniti, coalizzati, ORGANIZZATISSIMI e molto furbi...
e vogliono tenerci divisi, atomizzati, senza la protezione della nostra
proprietà, della nostra famiglia, del nostro clan parentale, delle nostre
piccole comunità locali. Comportiamoci correttamente, probamente, cortesemente
con la gente comune, coi senza potere come noi. Non lasciamo che i nostri figli
vengano rincoglioniti da mode e abitudini attentamente studiate fin nei minimi
particolari per dividere e distruggere le nostre famiglie. Non litighiamo coi
nostri parenti, ma stiamo con loro in stretto contatto e aiutiamoci
reciprocamente. Famiglie divise sono famiglie deboli, facilmente derubabili dei
loro averi dallo stato e dalle famiglie padrone. Non litighiamo col nostro
vicino di casa, ma uniamoci a lui per controllare il condominio, invece di
lasciarlo nelle mani di qualche amministratore, magari di dubbia onestà. Non
deleghiamo, non lasciamoci amministrare...
Un vecchio slogan di sinistra,
eppure valido: el pueblo unido jamas sera vencido, neanche dai governi (non
eletti, non da noi votati) dei baroni universitari ovviamente keynesiani,
statalisti e tassaioli.
EQUITA’
FISCALE? MA QUANDO MAI...
Ma fatemi
il piacere! Il fisco è iniquo per sua natura.
Una mia
amica mi ha richiesto di dar voce alla sua protesta, paragonando la sua
situazione economica e (non) lavorativa a quella di una delle categorie
superprotette e sussidiate. Lascio parlare lei:
“Ho quasi
50 anni e dopo 19 anni di studio (comprese laurea e SSIS) sono una
professoressa precaria disoccupata, totalmente disoccupata da quando la Gelmini
ha obbligato i 30 alunni e più per classe, senza poter io più avere quelle
supplenze temporanee o part time che mi davano un minimo di speranza. Non ho
soldi né reddito, ho solo un appartamento lasciatomi in eredità dai genitori.
Ora questo Monti, che non ho votato, vuole farmi pagare l’ICI sul mio unico
bene, per giunta calcolato sulla base di rendite catastali urbane raddoppiate.
Chi mi dà i soldi per pagare tale nuova ulteriore tassa? Me li dà il Prof.
Monti, mio collega, lui sì ben retribuito? Ovviamente da questa nuova mazzata
fiscale sugli immobili verranno esentati i proprietari agricoli, come sempre. Costoro
da decenni hanno sempre beneficiato di sussidi, esenzioni fiscali quasi totali,
crediti agevolati o a fondo perduto. Ricordo quando l’UMA (Utenti Motori
Agricoli) elargiva loro la nafta per i trattori quasi gratis, e loro ci
mandavano il riscaldamento e le loro Mercedes. A me chi ha mai pagato la
benzina per recarmi a far scuola? Le rendite dominicali e agrarie dei catasti
terreni sono ridicole: grazie ad esse loro pagano, quando e se le pagano, IRPEF
e ICI ridottissime. In Umbria e nelle
Marche con la scusa del terremoto del ’97 hanno avuto ricostruiti a nuovo,
GRATIS (coi soldi miei!) abitazioni e annessi crollati 40 anni prima del
terremoto. Per non parlare delle quote PAC, una rendita di circa 300 euro per
ettaro, che l’Europa paga agli agricoltori prendendo i soldi da noi
contribuenti, a SOSTEGNO del reddito degli agricoltori stessi, come se ne
avessero bisogno! Chi mai ha sostenuto il MIO reddito? Hanno case – ville
pluripiano , finanziate con crediti agevolati e a fondo perduto, e sulle quali non
hanno mai pagato una lira di tasse in quanto “rurali”, hanno belle auto e
trattori air conditioned, vanno sempre a caccia e a ballare, e se ti accosti
alle loro proprietà per fare un pic-nic in campagna, non ti fanno nemmeno
avvicinare, minacciandoti di qualche fucilata o di bucarti le ruote (mi è
capitato!). Non provate poi ad acquistare un pezzetto di terra, magari per
farci l’orto. Ti si avventano contro
come vampiri con insulti e diritti di prelazione gli agricoltori confinanti, la
terra deve essere tutta e solo loro. La stessa coldiretti, cui mi ero rivolta
per informazioni sull’inizio di un’attività agricola (non sapendo più io
disoccupata cosa fare per vivere) mi ha dato in malo modo una risposta
riassumibile in ‘se non vieni da una famiglia di agricoltori che cosa vieni a
rompere?’
Allora
emerito remuneratissimo collega Prof. Monti, questa sarà la tua tanto
conclamata EQUITA’? Perché fai pagare l’ICI a me che non ho un soldo, e invece
non togli la rendita delle quote PAC ai SIGNORI agricoltori, che sono stati fin
troppo agevolati?”
Questo è
quanto domanda la mia amica Prof precaria disoccupata. E la sua obiezione è
giustissima, sacrosanta. Non dico di far pagare più tasse a qualcuno, agli
agricoltori, ma di ELIMINARE QUALSISI SUSSIDIO DI STATO questo sì, comprese le
scandalose quote PAC. Quanto sarebbe meglio se lo stato si occupasse, cosa che
non fa, di giustizia, ordine pubblico, difesa dei confini e di una sanità non
omicida, E BASTA, chiedendo in cambio poche e giuste tasse, invece di intervenire
nell’economia con provvedimenti distorsivi che tolgono ai poveri per dare ai
ricchi, foraggiando con sussidi, magari per comprare consenso, settori
clientelari, obsoleti e parassitari? L’intervento dello stato in economia, con
tasse, inflazione, spesa pubblica e debito pubblico, è sempre il contrario
dell’equità.
MENO
STATO, MENO TASSE, PIU’ EQUITA’, PIU’ LIBERTA’, PIU’ RICCHEZZA.
IN ARRIVO L’EUROBOLLO ECOLOGICO SULLE AUTO DEI
POVERI.
Dal 2014. L’ecologia, con la bufala del riscaldamento
globale, sta diventando uno dei principali pretesti per imporci ed estorcerci
ulteriori tasse.
Pensate che gli Inglesi non hanno
neanche più la libertà di accendersi un fuoco nel camino, perché il camino
rende la casa più inquinante e quindi soggetta a maggiori tasse! Sono stati
costretti a sostituire i camini con dei finti camini elettrici.
Ora vogliono tartassare le auto
vecchie, cioè le auto dei poveri, degli anziani, degli immigrati, di chi non ha
i soldi per arricchire ulteriormente gli AgnelliElkann e soci... Ma cosa
diavolo aspetta la gente a ribellarsi?!?
NO AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA
CASA
NO ALLA PATRIMONIALE
NO AL PRELIEVO – FURTO SUI CONTI
CORRENTI
SI A TAGLI DECISI E MASSICCI ALLA
SPESA PUBBLICA
L’esenzione ICI sulla prima casa
un’ANOMALIA? A me pare un’anomalia che io debba pagare ancora tasse sulla mia
abitazione comprata con i risparmi (tassati) e i sacrifici (tassati) di una
vita.
Caro Monti, ma chi sei, ma chi ti
ha votato?
Per ammazzare il popolo e
l’economia di tasse qualsiasi tiranno e predone è buono, non ci volevano tanti
professoroni e manager...
Il grosso della spesa pubblica va
a finire nelle tasche dei ricchi e dei ricchissimi, dei padroni dello stato e
dei loro lacchè, e di chi vende loro il consenso per qualche briciola o
elemosina di assistenzialismo.
La spesa pubblica va nelle tasche delle famiglie padrone,
dei ceti parassitari, delle categorie iperprotette, di corporazioni e sindacati
che rappresentano solo se stessi, che non sono “parti sociali” ma
organizzazioni parassitarie e antipopolari.
Siamo stufi di mantenere coi
NOSTRI soldi parassiti di ogni genere, dalla grande industria assistita ai suoi
lacchè del politburò, ai milioni di dipendenti pubblici che ci danno il solo
servizio di romperci l’anima intralciando il libero mercato, di pagare noi il
sostegno al reddito dei contadini (quote PAC = rendita) e le consulenze d’oro
delle regioni.
Per sviluppare l’economia occorre
liberarla dalla predazione fiscale e contributiva, e da tutti i vessatori
obblighi normativi, burocratici e amministrativi.
Chi si azzarda oggi a
intraprendere un’attività produttiva, sapendo che dovrà pagare immediatamente
migliaia di euro ai vari inutili INPS, INAIL, ecc. , che metà del costo dei
dipendenti consisterà in tasse e contributi, e che buona parte del suo profitto
se lo papperanno le famiglie padrone di questo stato che nessuno vuole, eccetto
chi ci mangia sopra, sulle spalle dei ceti produttivi.
LO STATO NON DEVE FARE... meno lo
stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo,
glieli crea...
PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE
PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI: dare soldi a chi ha il potere di tassarti vuol
dire far aumentare ancora il suo potere, così il tiranno predatore, domani,
ancora più potente grazie ai TUOI soldi, che TU imbelle gli hai dato senza
reagire, potrà tassarti ancora di più, fino a proletarizzare e schiavizzare te
e la tua famiglia, facendoti dipendere dall’assistenza dello stato.
Il debito pubblico, comincino a
pagarlo i ceti parassitari, quelli che per decenni hanno vissuto sulle tasse
pagate da noi e sui debiti che facevano contrarre allo stato e che ora vogliono
far ripagare a noi.
Le borse mondiali oggi vanno giù,
domani vanno su, questo è il loro NORMALE divenire, le perdite di oggi si trasformeranno
nei guadagni di domani, borse basse sono un’ottima occasione per investire, i
periodi di calo in borsa non sono mai preoccupanti e SONO SEMPRE REVERSIBILI.
INVECE LE TASSE UNA VOLTA MESSE
NESSUNO LE TOGLIERA’ MAI PIU’, una volta aumentate nessuno le diminuirà mai
più. BISOGNA AVER PAURA DELLE TASSE, NON DELLE BORSE. Nell’ultimo secolo di
“riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i
cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia,
distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari,
parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi
previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e
amministrative.
Oggi, se vogliamo rimanere un
paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale
tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa
deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le
tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa
pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.
FATECI VOTARE!
LADRI DI DEMOCRAZIA, LADRI DI
SOLDI ALTRUI.
Filippo
Matteucci - Economista
Tea Party Federazione Liberista (Founder)

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www.lewrockwell.com/paul/paul334.html
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http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf
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“Le
proposte di Filippo Matteucci nella loro cinica freddezza offrono una
prospettiva realistica alla soluzione dei problemi italiani.
Nella
palude di moralismo ideologico spesso foriero di danni peggiori del male che si
propongono di curare, rappresentano una eccezione che proprio per la sua
razionale efficacia non verrà adottata ma anzi irrisa o ignorata.” (Walter Monici)
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