.
Annunci online

  Cromwell [ Avv. Filippo Matteucci ' s Blog. Austrian Privatist Economist and Anarcho-Capitalist Libertarian Theorist ]
         

Battle of Marston Moor by http://www.slowleadership.org/blog/index.php?s=cavaliers


25 gennaio 2012

SE NON TI OCCUPI DI POLITICA LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE. - T.P. FEDERAZIONE LIBERISTA


SE NON TI OCCUPI DI POLITICA LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE.  - T.P. FEDERAZIONE LIBERISTA  

Se non ti occupi di politica la politica si occupera’ di te, dei tuoi redditi, dei tuoi beni, della tua famiglia, dei tuoi figli, della tua mente, della tua salute.    

Noi crediamo che il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra, obsoleta, inutile e ingannevole per il popolo, sia un nuovo liberismo marcatamente privatista, regolato tramite forme evolute di democrazia diretta.   

Noi siamo il Tea Party Federazione Liberista. Da non confondere col Tea Party Italia. Rispetto al Tea Party Italia non siamo né amici né nemici, siamo semplicemente un’altra cosa, ben diversa. Crediamo che la gente comune debba essere avvicinata alla politica, invitata e indotta a fare politica con liberalismo e cortesia, e non allontanata dalla politica da scagnozzi e tirapiedi delle famiglie padrone, da odiosi atteggiamenti di sufficienza e irrisione. Il cittadino, il lavoratore DEVE , nel suo interesse, occuparsi di politica, perché se lascia la politica in mano alle famiglie padrone e ai loro lacchè fa il loro gioco, costoro lo proletarizzeranno tramite tasse, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica pilotata. Per questo crediamo che i movimenti politici non debbano essere preconfezionati dai poteri forti, calati dall’alto come una cappa che imprigioni e inganni le menti dei cittadini canalizzando la protesta nel nulla, ma debbano invece nascere spontaneamente dalla base, come i no tav o i comitati antimovida dei residenti, ed essere ispirati da chi da anni si batte contro questo regime lavacervelli, tiranno, predone e oppressore. Occorre far capire anche a coloro col cervello lavato dalla propaganda “di sinistra” dei poteri forti, che nella vita le uniche tutele che hai contro le famiglie padrone che vogliono proletarizzarti e mantenerti servo sono la tua salute, la tua famiglia, la tua proprietà privata, il tuo clan parentale, la tua rete di vere amicizie, la tua comunità locale. Tutto il resto è contro di te, in primo luogo lo stato.

Non ci interessa essere “ufficiali”, riconosciuti da qualche mass media di regime o da qualche potere forte: l’ostracismo, l’irrisione o la non considerazione da parte dell’odioso e odiato establishment massostatalista e antipopolare ci rafforzano certificandoci come autentici mille volte di più di qualsiasi hosting da parte di di soggetti inautentici e fregapopoplo.

Ci interessano poco le contingenze politiche del momento. Non ci interessano personalismi, arrivismi e carrierismi. Non ci interessa fare i portaborse, i leccapiedi del politico di turno. I nostri scritti, i nostri interventi, le nostre conferenze dimostrano che siamo liberisti da decenni, dalla nascita, da sempre, non pischelli antipatici e arroganti che sognano la carriera politica. Non ci interessano prebende e poltrone.

LA NOSTRA E’ PRIMA DI TUTTO UNA BATTAGLIA CULTURALE.

I nostri grandi maestri sono noti: Margaret Thatcher, Ronald Reagan, H. H. Hoppe, Von Hayek, Von Mises, Rothbard, Jesus Huerta De Soto, Arthur Laffer, Milton Friedman, ma anche Giacinto Auriti, Papa Leone XIII, Ghandi, i Classici del Liberismo da Bastiat a Smith, da Ricardo a Menger. Valutiamo, con i dovuti distinguo ma anche con estremo interesse, gli scritti di Fisiocratici e Mercantilisti, di Gianfranco Miglio, e di tutti i contemporanei ( Maurizio Blondet, Paolo Franceschetti, Edoardo Longo, solo per citarne alcuni ) che si battono per la libertà degli individui, delle famiglie, delle comunità locali contro lo statalismo mondialista, la dottrina delle famiglie padrone dei poteri forti. E non c’importa se questi autori vengono considerati “di destra” o “di sinistra”. Non abbiamo pregiudizi e preclusioni, e siamo pronti a collaborare con chiunque, fosse anche il più stalinista dei comunisti, il più nazista dei fascisti, il più tradizionalista dei cattolici, il più integralista degli islamici, il più anarchico degli antistatalisti, si sta battendo contro questo regime mondialista che vuol asservire popoli e famiglie ai suoi maligni e predatori disegni. Questo perché abbiamo il massimo rispetto di tutte le opinioni altrui; non abbiamo nessun rispetto né timore reverenziale verso i tiranni e i predoni, né tanto meno verso i loro tirapiedi, specie quando costoro recitano, per ingannare il popolo, quel ruolo di liberisti che spetta a noi in primis.

E il popolo sa giudicare: un popolo informato saprà capire chi è in buona fede, chi si batte per il Bene e chi per il male.


T.P. Federazione Liberista  -  Filippo Matteucci (Founder)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/11/la_patrimoniale_arricchisce_i.html

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/




27 maggio 2011

ELEZIONI: QUANDO SI VUOL PERDERE

ELEZIONI: QUANDO SI VUOL PERDERE

 

Milano, la Moratti sotto Pisapia. I mass media di regime nulla ci hanno detto della rivolta dei cittadini contro la movida, delle manifestazioni e degli scontri. I residenti vogliono che venga rispettato il loro diritto al riposo notturno, a poter dormire di notte in casa propria. La giunta della Moratti si e’ invece schierata a favore della movida, dei quattro balordi tossici che schiamazzano di notte sotto le camere dei cittadini, dei quattro gatti di esercenti i quali sulla movida e sull’insonnia dei cittadini ci mangiano sopra, e contro la stragrande maggioranza dei residenti. I cittadini residenti, lavoratori ed elettori, gliel’hanno fatta pagare. Giustamente.

 

Il flop della Lega. Inutile chiudere il Forum di Radio Padania per tappare la bocca ai propri elettori. Quando un elettore vota Lega si aspetta che i clandestini che tentano di sbarcare a Lampedusa vengano ributtati a mare, anche a costo di sparargli addosso, esattamente come fanno altri paesi dell’Occidente “progredito”. E invece no. Ordini superiori finalizzati al melting pot globalista hanno imposto ai dirigenti della Lega un atteggiamento moscio, falsamente umanitario. E i clandestini, promossi al rango di profughi non si sa da cosa, continuano a sbarcare, a centinaia, a migliaia... Chi li vuole in casa propria? Certo non gli elettori leghisti, i quali ai dirigenti della Lega l’hanno fatta pagare. Giustamente.

 

Il PDL in calo. Se ti proclami liberista e difensore delle partite IVA e dei ceti produttivi, devi ridurre drasticamente tasse e spesa pubblica, devi favorire la mobilita’ sociale, piu’ che riformare devi attuare una massiccia deregulation (non cambiare le leggi, eliminale!) lasciando il massimo spazio al libero mercato, composto da tutti noi, e riducendo al minimo lo stato strumento delle famiglie padrone. Non vai a rompere l’anima ai liberi professionisti, che ti hanno votato, con demenziali innovazioni tipo la riforma ammazza avvocati di Alfano. Difendi i piccoli e i medi, autonomi e imprenditori, dallo stato e dalle multinazionali, dalle famiglie padrone degli stati e delle multinazionali, e dai loro lacchè di sinistra e della destra statalista. Specie quando hai come avversario una sinistra che inneggia al modello tedesco, un mix di tasse strangolanti la mobilita’ sociale (tassazione dei risparmi al 26%), di falsa ripresa keynesiana guidata dai consumi (vuol dire che si inducono le famiglie dei lavoratori a proletarizzarsi sperperando i risparmi per comprare i prodotti inutili o dannosi offerti dalle multinazionali), di redistribuzione della ricchezza (creata dai ceti produttivi, rubata ai ceti produttivi tramite stato, fisco, enti previdenziali e inflazione, e finita, tramite la spesa pubblica, nelle tasche delle famiglie padrone e dei loro lacchè del politburò). Se questo tedesco e’ il modello di ripresa di un PIL, misura falsa e ingannevole a uso e consumo dei gonzi keynesianizzati, bè, allora lasciatemi in recessione ancora un pò... E gli elettori appartenenti ai ceti produttivi l’hanno fatta pagare al PDL che non ha mantenuto le promesse di un vero liberismo. Giustamente.

 

Ma attenti. La sinistra e la destra statalista, serve delle famiglie padrone, sono ancora peggio. Vogliono dire tasse, spesa pubblica, contributi previdenziali, inflazione, debito pubblico, obblighi e vessazioni burocratiche, blocco della mobilita’ sociale, clientelismo, proletarizzazione dei ceti produttivi, delle famiglie, dei lavoratori, del popolo. E invece sono proprio le famiglie dei lavoratori che occorre rinforzare patrimonialmente e culturalmente, contro lo stato strumento delle famiglie padrone.

Per questo, turandosi il naso, per il momento, occorre ancora votare centrodestra. E nei prossimi mesi, invece di perdere tempo a guardare le partite di calcio o le offerte dei centri commerciali, entrare nei partiti e mettersi a lottare, in primis contro i dirigenti dei partiti stessi, perche’ democrazia vuol dire comando diretto del popolo, e non dei lacche’ dei padroni messi lì, sopra qualche poltrona di piccolo potere partitico, per eseguire gli ordini delle famiglie padrone.

Se non ci occuperemo di politica, la politica si occupera’ di noi.

Proletarizzandoci.

 

Filippo Matteucci

Economista liberista.


Pubblicato su L'Opinione del 19 Maggio 2011

 




5 aprile 2011

COME PERDERE I VOTI DEI LIBERI PROFESSIONISTI

COME PERDERE I VOTI DEI LIBERI PROFESSIONISTI


RIFORMISMO CONTRO IL POPOLO: OBBLIGHI DIVIETI TASSE CONTRIBUTI E... FORMAZIONE!

 

 

Sembra che i nostri politici vogliano fare di tutto per perdere le prossime elezioni. Non bastava l’autogol del nucleare, che nessuno vuole. Non bastava la chiusura dell’accesso al lavoro per i tanti docenti precari. Non bastava la fiacca politica di respingimento dei Tunisini, con cedimenti a ricatti e taglieggiamenti (tanto paghiamo noi...). Non bastava nemmeno una riforma della giustizia che non interessa a nessuno, e quel processo breve salvadelinquenti che si presenta come il contrario di cio’ che vuole il popolo.

I nostri politici vanno anche a rompere le uova proprio al loro miglior elettorato, i ceti produttivi, a quei tantissimi liberi professionisti che LIBERI vogliono continuare a essere.

La rivolta generalizzata degli avvocati, dei praticanti avvocati e degli studenti di giurisprudenza contro la medioevale e assurda riforma forense ammazzavvocati di Alfano e del CNF, la riforma pro casta, pro baroni, dimostra che il suicidio elettorale sembra essere lo sport preferito dei nostri politici, e che forse e’ il caso di SOSTITUIRLI con altri che portino avanti la nostra volonta’ e non i loro interessi e quelli delle lobby baronali.

 

Oggi il termine “riformare” è divenuto sinonimo di “depredare”, ovvero imporre al popolo nuovi obblighi, divieti, tasse, contributi, pagamenti: si cambia in peggio per meglio asservire il popolo.

 

Alcuni tipici strumenti di questo riformismo antipopolare sono:

 

- gli obblighi di assicurazione: servono a impoverire il popolo e ad arricchire le grandi multinazionali assicurative;

- gli obblighi di formazione, sia prima che dopo l’accesso all’attività lavorativa: servono a foraggiare i parassitari enti, istituti, associazioni ecc., sia pubblici che privati, che esercitano una pseudo attività di formazione, e nello stesso tempo servono anche ad abituare gli obbligati a obbedire;

- le illiberali barriere e i numeri chiusi per l’accesso sia all’istruzione che ad arti, professioni e mestieri, ivi compresi i vari esami di stato: servono a riservare le attività piu’ comode e lucrative solo alle famiglie padrone o ai loro lacchè piu’ fidati;

- le soffocanti e inattuabili normative in tema di lavoro, di infortuni, di standard qualitativi di macchinari, edifici, impianti, ivi compresi gli obblighi di revisioni e collaudi periodici: servono a impoverire il contenuto del diritto di prorpietà privata e a strangolare l’iniziativa e l’attività economica di chi si pone in concorrenza con le imprese delle famiglie padrone;

- i soffocanti obblighi e controlli fiscali, ivi compreso l’obbligo di aprire quei conti correnti dedicati che vanno ad arricchire le grandi banche...

 

Come disse Berlusconi: “SE TU NON TI OCCUPI DI POLITICA, LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE”.

credo che ben capite COME...

 

era ovvio che l'obbligo di formazione continua era il primo passo:

serviva a saggiare le nostre divisioni, la nostra disorganizzazione, il nostro ottuso individualismo, la poca comunicazione tra noi,

serviva ad abituarci a obbedire, come tanti cagnolini, come tanti scolaretti.

Ora passano al sodo, vogliono DEPREDARCI ED ASSERVIRCI.


http://www.facebook.com/home.php?sk=group_209275772416827

(...ADERITE...)

http://www.facebook.com/topic.php?topic=15261&uid=40009317333

 

La riforma Alfano contro l'avvocatura, contro gli studi medio piccoli, contro i giovani avvocati, contro i praticanti e gli studenti di giurisprudenza, NON DEVE PASSARE!

 

Facciamo si’ che l’obbligo di formazione continua si trasformi in un boomerang contro chi ce l’ha imposto.

Approfittiamo degli incontri per la formazione permanente , incontri COATTI, AI QUALI CI OBBLIGANO contro la nostra volonta’, per trasformarli in assemblee democratiche CONTRO CHI CI VUOLE DEPREDARE E ASSERVIRE, e contro qualsiasi organo di vertice CHE NON CI RAPPRESENTA E TRADISCE IL NOSTRO MANDATO e la nostra volonta'.

 

STA A NOI SAPERCI ORGANIZZARE, ESSERE CAPACI DI FARCI SENTIRE.

Non vogliamo vivere percorrendo dei binari che altri hanno preparato per noi e contro di noi: vogliamo essere padroni della nostra vita, del nostro lavoro, del nostro guadagno, delle tradizioni proprie delle nostre famiglie, del NOSTRO MODO DI PENSARE, DI CONCEPIRE LA SOCIETA' E LA VITA. 

Contro questo stato, contro le famiglie padrone di questo stato.

 

Filippo Matteucci


Dai vari numerosissimi e consistenti gruppi anti riforma Alfano su Facebook:

 

COSA PREVEDE LA RIFORMA CONTRO GLI AVVOCATI

 

- l' impossibilità all'abilitazione per chi non passa i test d'ingresso e chi non possa frequentare le scuole solo forensi a pagamento e per non meno di 250 ore annue - art . 41 e art 42 Riforma (Ai fini dell’iscrizione nel registro dei praticanti è necessario il superamento di un test di ingresso, da svolgersi periodicamente con modalità informatiche presso la sede dei Consigli degli Ordini Distrettuali" e "Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso uno studio professionale, consiste altresì nella frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo non inferiore a ventiquattro mesi di corsi di formazione a contenuto professionalizzante tenuti esclusivamente da ordini e associazioni forensi" e "c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a duecentocinquanta ore per l’intero biennio; d) le modalità e le condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte del praticante avvocato nonché quelle per le verifiche intermedie e finale del profitto, che dovranno essere affidate ad una commissione composta da avvocati, magistrati e docenti universitari, in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale)" .

 

Ad oggi non esiste alcuna barriera per concludere proficuamente la pratica forense essendo solo necessario frequentare uno studio professionale ( senza spese o esami di sorta)

 

- esami previa preselezione e solo con codici NON commentati Art. 44 (Disposizioni generali) "1. L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato può essere sostenuto soltanto dal praticante avvocato che abbia effettuato il tirocinio professionale, che non abbia compiuto cinquanta anni alla data di scadenza del termine previsto per la presentazione della domanda di partecipazione e che abbia superato la prova di preselezione informatica di cui all’articolo 45..." e art 46 . "La prova scritta si svolge col solo ausilio dei testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali"

 

Ad oggi non esiste alcuna barriera per arrivare all'esame professionale ed è possibile utilizzare in sede di esami gli indispensabili codici commentati con le sentenze giurisprudenziali

 

- cancellazione di fatto del patrocinio legale "autonomo" (si potrà solamente sostituire il titolare di studio nelle sua cause) (art 41 Riforma) ("Nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorso un anno dall’iscrizione nel registro dei praticanti, può esercitare attività professionale solo in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso, in ambito civile di fronte al Tribunale e ai giudici di pace, e in ambito penale, nei procedimenti che in base alle norme vigenti anteriormente alla legge 16 luglio 1997, n. 254 rientravano nella competenza del Pretore"

 

Ad oggi dopo un anno è possibile avere il patrocinio legale che dà la possibilità di guadagnare autonomamente con cause proprie per ben sei anni in attesa di superare l'esame professionale

 

- obbligo di presentare agli orali ordinamento e deontologia forensi e le materie più difficili (oggi solo facoltative) come diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale più due altre materie facoltative (art 46 Riforma "........ in una prova orale in forma di discussione con la commissione esaminatrice, durante la quale il candidato dovrà illustrare la prova scritta, e dimostrare la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; oltre ad altre due materie, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario")

 

Ad oggi è possibile presentare solo materie molto semplici come diritto internazionale privato, diritto comunitario etc

 

- non si potrà sostenere l'esame dopo più di 3 bocciature (Art 43 Riforma) ("Il Consiglio dell’ordine presso il quale è compiuto il biennio di tirocinio rilascia il relativo certificato che consente di partecipare alla prova di preselezione informatica per l’ammissione all’esame di Stato per le tre sessioni immediatamente successive, salvo il diritto di ripetere il biennio di tirocinio al fine del conseguimento di un nuovo certificato di compiuta pratica")

 

Ad oggi non esiste alcun limite

 

- non potrà sostenere l'esame chi ha 50 anni

 

Ad oggi non esiste alcun limite

 

Per quelle poche centinaia di fortunatissimi nuovi avvocati l'anno in tutta Italia (ad oggi la percentuale di promossi all'esame forense è già la più bassa tra tutte le "libere" professioni con appena il 35% degli idonei ogni anno) sarà anche previsto che:

 

-VERRÀ CANCELLATO (CON UNA NORMA EVIDENTEMENTE INCOSTITUZIONALE) DALL'ALBO DEGLI AVVOCATI CHI NON RAGGIUNGERA' UN LIMITE MINIMO DI REDDITO PROFESSIONALE DECISO DAGLI ORDINI E/O CHI NON VERRA' DAGLI ORDINI RITENUTO ESERCITANTE LA PROFESSIONE IN MODO CONTINUATIVO (Art 19 riforma).

------------------------

Riportiamo anche lo scritto dell'UGAI e ringraziamo.

 

UNIONE GIOVANI AVVOCATI ITALIANI

 

AVVOCATI CONTRO LA RIFORMA “ALFANO-CNF”

 

NO ALL’IMMEDIATA CANCELLAZIONE DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI PER REDDITO PROFESSIONALE SOTTO IL MINIMO (Art 19)

 

NO ALL’ ABOLIZIONE DELL’ABILITAZIONE AUTOMATICA PER LA CASSAZIONE A DANNO DEI GIOVANI AVVOCATI (Art 20)

 

NO AI CONTROLLI “FISCALI” SUGLI AVVOCATI DA PARTE DEGLI ORDINI D’INTESA CON GLI UFFICI FINANZIARI (Art 19)

 

NO AI PRATICANTI SOLO “PART TIME” NEGLI STUDI LEGALI DURANTE IL TIROCINIO A CAUSA DELLE SCUOLE POST- LAUREA A PAGAMENTO (ART. 42)

 

NO ALL’AVVOCATURA POSSIBILE “OSTAGGIO” DELLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE CIVILE E DELLE AZIONI DI RISARCIMENTO DEI CLIENTI (Art.11)

 

NO AD ESAMI E SPESE COATTIVE PER AVERE LE SPECIALIZZAZIONI (Art. 8)

 

NO ALLA FORMAZIONE COATTIVA “A SPESE” DEGLI AVVOCATI (Art. 10)




14 dicembre 2009

DIALOGO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA

 

DIALOGO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA

tra Filippo Matteucci ed E.S.

 

F.M.:  La mia proposta di democrazia turnaria è vecchia di 15 anni, ma è rimasta latente in discussioni accademico-scolastiche con miei allievi e colleghi, e l'articolo [ Democrazia formale e democrazia sostanziale ] che lei ha letto rappresenta la prima divulgazione di essa. Premetto che dobbiamo tutti ringraziare Intenet, i blog, i social network come Facebook e Twitter, se nel mondo c'è ancora una reale libertà di parola, opinione, informazione.

Nell'articolo in oggetto l'architettura della democrazia turnaria è volutamente solo abbozzata, anche se nei miei scritti di futura pubblicazione e in corso di rifinitura lessicale essa è completamente delineata.

Purtroppo devo riecheggiare Marcuse parlando di deviazione e falsificazione del linguaggio, per cui per ridare verità alle parole sono continuamente costretto a precisazioni, deformalizzazioni, chiarificazioni preliminari di concetti.

Il linguaggio deviato è il primo strumento di potere, e non dai tempi della psicanalisi applicata, ma da sempre (penso al Bonaparte, a Filippo il Bello ecc.).

E’ quindi molto difficile per me farmi capire, nonostante il mio linguaggio volutamente divulgativo.

Tento ora una prima spiegazione in risposta alle sue giuste domande.

 

E.S.:  Egr. Avv. Matteucci, ho letto con molto interesse l’articolo [ Democrazia formale e democrazia sostanziale ] che mi ha inviato, già pubblicato su vari siti.

Considero l’argomento molto importante, ma ancora una volta trovo che sia assai facile mettere a fuoco i difetti  della nostra forma di gestione del potere decisionale, ma molto difficile avanzare una possibile soluzione per ottenere una democrazia diversa e migliore, ovvero a più ampio vantaggio per i  cittadini. L’utopia è sempre dietro l’angolo!

 

F.M.: La democrazia turnaria collegiale è fattibilissima. Un banale esempio nella pubblica amministrazione: la figura del dirigente pubblico, messo in quella carica formalmente per pubblico concorso. In realtà le sempre emergenti vicende di concorsopoli descritte dai giornali ci comprovano che spesso il dirigente è nominato dalle famiglie padrone del luogo o dal politburò locale asservito alle famiglie padrone dello stato.

Tutti i dirigenti delle pubbliche amministrazioni sono sostituibili da collegi di funzionari di durata annuale, che ricoprirebbero tale carica a semplice richiesta, ad es.: a posto del preside, un collegio di 3 professori. La competenza non mancherebbe di certo, e si farebbero gli interessi del servizio pubblico e non di chi ha eventualmente messo quel preside su quella poltrona. Molti professori capacissimi e ultracompetenti oggi lamentano di non avere alcuna possibilità di diventare presidi o rettori.

 

E.S.:  L’art. 3 della Costituzione parla di “lavoratori” come categoria atta ad essere coinvolta nell’organizzazione delle strutture di gestione. Tutti i lavoratori? Anche quelli con carichi pendenti? Anche quelli non sani di mente? Anche gli analfabeti? E un disoccupato ne sarebbe dunque escluso?

Forse al posto di “lavoratori” non sarebbe più giusto parlare di cittadini “aventi diritto al voto”, filtrando in questo modo tutti quelli che comunque non devono partecipare al potere decisionale?

 

F.M.:  Nessun voto, ma ricoprimento a semplice richiesta (e previo cursus honorum) di incarichi politici o amministrativi in organi necessariamente collegiali (minimo 3 persone), e per un periodo di durata in carica ridotto.

Ovvia l'esclusione dagli incarichi di incapaci e persone con precedenti penali. Escluderei anche chi ha ricoperto incarichi in passato su delega elettiva (pilotata). 

Lascerei perdere la costituzione (da riscrivere ex novo), e parlerei di “cittadini”.

 

E.S.:  E’ poi auspicabile che le decisioni di un paese siano prese col concorso diretto dei cittadini? Al giorno d’oggi i problemi economici sono molto complessi e coinvolgono anche i rapporti internazionali. A volte (molto spesso, penso) le decisioni da prendere sono anche molto impopolari. Si può sperare/pretendere che i cittadini remino contro i loro stessi interessi e che abbiano una profonda conoscenza tecnica dei problemi?

A mio avviso neppure i più bravi, competenti e onesti assessori sono, a volte, capaci di gestire le più semplici problematiche di un piccolo comune!

 

F.M.:  La competenza in ordine alla sfera di attività degli incarichi che il cittadino richiede di ricoprire sarebbe garantita dalla riserva parziale per competenza di seggi nel collegio. Ad es: un giudice o un tribunale nominato per concorso pubblico sono ben sostituibili da un collegio giudicante formato da un avvocato, da un laureato in legge e da un cittadino qualunque: un collegio giudicante di tre membri con 2 seggi riservati per competenza. Posso dire, senza generalizzazioni abusive, di aver per lo più trovato maggiore competenza negli avvocati  che nei magistrati.

Se una scelta è impopolare, vuol dire che va contro gli interessi del popolo, contro il popolo. Penso alle centrali nucleari, o alla depredazione di oltre metà dei redditi dei lavoratori perpetrata da fisco e INPS.

 

E.S.:  L’esempio della gestione condominiale, poi, è molto indicativa. Laddove sussistano interessi opposti si arriva anche allo scontro fisico. L’amministratore esterno, essendo un soggetto più disinteressato, sembrerebbe maggiormente in grado di risolvere le questioni, ma lo scontro tra interessi opposti pone quasi sempre in una condizione di stallo. Per esperienza diretta posso dire che neppure quella soluzione è valida in assoluto.

 

F.M.:  Giusta osservazione! La colpa è della legislazione. Le norme fondamentali sul condominio sono vecchie decrepite e risalgono a prima dell'urbanizzazione massiccia del dopoguerra. Norme completamente da rifare, ma che nessun governo si è mai interessato di rifare. Perché per gli attuali dominanti più invivibile è la vita quotidiana della gente comune, più sicuri sono il loro scranno e la loro greppia. Poi l'inutile pedante regolamentazione di quisquilie condominiali, di obblighi burocratici e amministrativi, di formalità, di inutili (per il condominio, molto utili per chi ci mangia sopra) obblighi di conformità tecnica, induce la gente a rivolgersi all'amministratore esterno, il quale, appoggiandosi ai condòmini più "influenti", ingrassa di fatto se stesso, e il condominio spesso è lasciato nell’incuria, nel disinteresse, nello scatafascio. Chissà perché amministratori condominiali di mia conoscenza hanno lo stesso modo di fare di certi assessori comunali…

Personalmente propongo, in sostituzione totale dell’amministratore esterno, il collegio condominiale obbligatorio di 3 membri e durata annuale, formato da condòmini a mera richiesta oppure a turno obbligato. Come sono solito sostenere, chi delega potere perde potere, chi si lascia amministrare arricchisce l'amministratore.

 

E.S.:  Io avevo immaginato che una buona soluzione potrebbe consistere nel porre una netta distinzione tra la gestione delle questioni economiche e la gestione delle questioni sociali. Quelle economiche andrebbero assegnate alle persone più competenti del paese, secondo graduatorie di meriti e di obiettivi raggiunti o altre forme di valutazione, mentre in quelle sociali (aborto, divorzio, sicurezza, religioni, testamento biologico, eutanasia, ecc. ecc.) mi sembrerebbe giusta l’espressione di tutti i  cittadini, tramite referendum. Se, però, la maggioranza dei cittadini si esprimesse contro l’eutanasia (per influenze religiose, magari) io che sono ateo perché dovrei rinunciare alla mia libera scelta?  O viceversa, ovviamente.

 

F.M.:  I campi oggetto di legiferazione vanno ristretti al minimo indispensabile per la convivenza civile: ordine pubblico, amministrazione della giustizia, difesa dei confini da invasioni straniere; proprio quei campi in cui oggi uno stato strumento delle famiglie padrone è latitante, o meglio, fa gli interessi delle famiglie padrone, anche se contrari a quelli del popolo.  In particolare lo stato non deve interferire nelle questioni private familiari. Ad esempio farei regolare divorzi e separazioni da un collegio di 3 persone: una designata dal marito, l'altra dalla moglie, e come terzo membro un avvocato designato di comune accordo dai 2 membri scelti dai coniugi. Anche in questo caso verrebbe così garantita la maggior competenza dell'avvocato rispetto a molti giudici, e le decisioni sarebbero senz'altro più eque e sensate...

 

E.S.:  Qualsiasi mia libertà che non interferisse con le libertà altrui andrebbe o no tutelata al massimo livello? Ma chi lo decide? La Costituzione? No, abbiamo visto che la Costituzione è come il Corano: ognuno la può interpretare a piacer suo!

 

F.M.:  La nostra costituzione dice tutto e il contrario di tutto. Così volevano i padroni dell'Italia del momento, eserciti stranieri compresi, invasori di un paese militarmente sconfitto. Oltretutto i politici radunati e fatti eleggere dagli invasori erano quanto di più raccogliticcio potevano trovare: dovevavo solo dire signorsì, con quella che un grande storico come Gioacchino Volpe definì “libidine di servilismo”. Questa costituzione... lasciamola perdere, abbandoniamola all'oblìo del tempo...

Il principio base del diritto naturale è che ognuno è libero di fare tutto, anche ciò che nuoce a se stesso, purché non vada a ledere diritti e libertà altrui. E’ un ottimo principio guida, facilmente applicabile in ogni ambito. Un altro principio fondamentale è che tutto ciò che non è vietato è permesso.

 

E.S.:  ...allora mi piacerebbe capire meglio cosa s’intende per “democrazia sostanziale”.

 

F.M.:  Come detto, esplicherò dettagliatamente la mia idea di democrazia diretta in ulteriori articoli. Tuttavia la mia proposta è quella della democrazia turnaria, collegiale, a semplice richiesta, con riserva di seggi per competenza e cursus honorum: è applicabile a tutto, dalla carica di dirigente amministrativo a quella di ministro, da quella di consigliere comunale a quella di parlamentare, dalla carica di difensore civico a quella di magistrato.

Posso anche affermare, per esperienza diretta nell’elaborazione dei relativi statuti, che nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.

Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.

Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.




29 novembre 2009

Piccola Allegoria della nuova tirannide

 

Piccola Allegoria della nuova tirannide

 

 

Democrazia elettiva

I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.

Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.

Così i servi ogni giorno lavorano per mantenere i loro persecutori.

(“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”; oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)

 

Uguaglianza

Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.

Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.

 

Accoglienza

Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.

La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a puttane o a viados.

 

Solidarietà

Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.

 

Garantismo

Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, col crimine, col furto, con l’inganno, col tradimento, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.

Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.

Favor rei e favor debitoris.

E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.

 

Emancipazione

Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.

La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.

La famiglia del servo deve essere debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.

Dividi et impera.

 

Trasgressione

Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E' funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.

Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi. Così i servi vivono soffocati nella merda, e non pensano a rivoltarsi, a uccidere le famiglie dei padroni.

Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.

Dividi et impera, semper.


P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?



sfoglia     novembre        marzo
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom