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  Cromwell [ Avv. Filippo Matteucci ' s Blog. Austrian Privatist Economist and Anarcho-Capitalist Libertarian Theorist ]
         

Battle of Marston Moor by http://www.slowleadership.org/blog/index.php?s=cavaliers


11 maggio 2011

DAL PALEOLIBERTARISMO AL LIBERISMO PRIVATISTA

DAL PALEOLIBERTARISMO AL LIBERISMO PRIVATISTA

IL PALEOLIBERTARIO 
di Alessandro Catanzano  


" - Per la proprietà privata di ogni cosa, sasso, animale, che non sia un essere umano. 
- Per la tradizione in ogni sua forma 
- Per la libertà di circolazione su invito in un pianeta terra, oceani e mari compresi, completamente privato. 
- Per il diritto privato e non per il diritto pubblico. 
- Per la rivoluzione - nel senso astronomico del termine, cioè ritorno al punto di partenza - familiare, che riporti le famiglie, i clan, le libere associazioni al centro della società ed espella lo stato e il suo diritto corrotto e partigiano dalla vita degli uomini. 
- Per l'assenza di persone che impongano tasse e diano e tolgano concessioni di servizi obbligatori detti pretestuosamente pubblici, con libertà assoluta di offerta in concorrenza da parte di imprenditori. 
- Per la totale libertà di istruzione, non istruita da alcuno, ma da ciascuno scelta sul mercato.
- Per la totale libertà di mercato di ogni bene e servizio su base volontaria tra chi compra e chi vende. 
- Per negare ogni tassa agli apparati militar-industriali 
- Per la sanità totalmente privata e ad adesione volontaria 
- Per meccanismi di assicurazione su base privata e volontaria 
- Per l'espulsione dal pianeta di ogni forma di economia pianificata  
- Per l'arte libera e il mecenatismo privato 
- Per meccanismi pensionistici totalmente privati e volontari 
- Per la giustizia privata, gli arbitrati, le composizioni delle controversie di fronte a giudici eletti dalle parti e a pagamento, disponibili sul mercato e apprezzati per la loro equità. 
- Per l'abolizione delle banche centrali e l'emissione privata di moneta basata su oro, argento o ogni altra cosa monetata dagli uomini liberi e non a corso forzoso 
- Per le elite naturali 
- Per la proprietà privata di ogni mezzo di produzione e contro il possesso pubblico di ogni mezzo di produzione 
- Contro ogni sovvenzione, ragionamento fiscale, incentivo statale, regolamentazione di settore, mediazione statale in economia 
- Per la libera impresa privata in ogni sua forma 
- Per il mercato nero 
- Per ogni intermediario privato 
- Per la divisione del lavoro e la specializzazione 
- Per le scuole naturali in ogni disciplina 
- Per ogni differenza e disegualianza su base volontaria 
- Contro ogni libertà che snaturi l'uomo, i suoi comportamenti socialmente accettati, le sue tradizioni millenarie che cambiano solo per migliorare. 
- Per ogni tradizione che è stata prima una novità che ha avuto successo."  

Tratto da:  http://privatismus.blogspot.com


DEMOCRAZIA TURNARIA - IDEE PER UN PROGRAMMA POLITICO MINIMO  
di Filippo Matteucci
 

"TURNARIETA' DELLE CARICHE PUBBLICHE 

Applicazione del metodo della democrazia turnaria alle cariche politiche 
(soppressione delle elezioni, oggi pilotate tramite clientelismo, voto di scambio e socializzazione dei costi del consenso) 

Applicazione del metodo della democrazia turnaria alle cariche dirigenziali 
(soppressione dei concorsi pubblici farsa) 

Applicazione del metodo della democrazia turnaria alla Giustizia e all'Ordine Pubblico 
(soppressione dei magistrati di carriera e partecipazione di cittadini qualificati alla gestione e all'attuazione dell'Ordine Pubblico) 

Per capire come funziona la democrazia turnaria leggere: 
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29320 
http://democraziaturnaria.splinder.com/post/22156653/democrazia-turnaria 
http://democraziaturnaria.splinder.com/post/22347025/la-democrazia-turnaria-e-impossibile-credici-e-vai-a-ballare 


STATO MINIMO
MENO STATO, PIU' MERCATO

Meno stato, perche' lo stato non siamo noi, lo stato e' contro di noi.  Lo stato non e' un soggetto, ma uno strumento delle famiglie padrone contro i ceti produttivi.  
Piu' mercato, perche' il mercato siamo noi, tutti noi. E noi, il mercato, siamo IL BENE.
Le famiglie padrone, queste famiglie padrone, queste élite innaturali ben organizzate in sette, logge, cosche, e i loro stati, sono IL MALE.

Lo stato, visto come apparato predatorio e vessatorio, comodo strumento delle famiglie padrone contro il popolo, avrà competenze ridotte al minimo, limitate alla difesa dei confini da invasioni straniere, clandestini compresi, all'Ordine Pubblico, alla Giustizia Penale, ed eventualmente alla Sanità.
La riduzione dello strapotere dello stato si ottiene tramite:


RIVOLUZIONE FISCALE  

DRASTICA DIMINUZIONE DELLA TASSAZIONE  
Eliminazione delle imposte sul reddito, sostituite da una blanda imposta sul patrimonio (con deducibilità dell'inflazione dall'imponibile) 
Eliminazione dei contributi previdenziali obbligatori 
Eliminazione delle imposte sui trasferimenti immobiliari 
Eliminazione delle imposte sul risparmio 
 

DIMEZZAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA  
ottenibile in primo luogo tramite lo smantellamento dei due grandi baracconi statali: gli enti pubblici previdenziali e la pubblica istruzione. 
Gli enti pubblici previdenziali vennero istituiti da Mussolini, un servo delle famiglie padrone della grande industria e della grande proprietà terriera, quindi non certo per il bene del popolo, ma per depredare i risparmi delle famiglie dei lavoratori, dei ceti produttivi. 
La scuola di stato venne istituita non per l'elevazione del popolo ma unicamente in funzione anticristiana, per togliere alla chiesa il monopolio dell'educazione, e poter così instillare fin dall'infanzia nei figli del popolo relativismo e ateismo. 
 

  ADOZIONE DI UNA MONETA D’ORO O RIGIDAMENTE ANCORATA ALL’ORO  
- a tutela dei risparmi delle famiglie contro la depredazione dei risparmi stessi effettuata dalle famiglie padrone tramite l’inflazione della carta moneta; 
- per rendere possibile la mobilità sociale, oggi impedita dalla svalutazione dei risparmi accumulati.   


RAFFORZAMENTO DELLE FAMIGLIE DEL POPOLO NEI CONFRONTI DELLO STATO 
 
La famiglia, soggetto di diritti e di responsabilità, come centro dell'esistenza e strumento di forza degli individui e dei ceti produttivi, contro lo stato strumento delle famiglie padrone e dei ceti parassitari. 
Divieto di intromissione dello stato nelle questioni familiari. Soppressione del giudice tutelare, sostituito da un consiglio di famiglia. 
Responsabilità familiare, penale e civile, del coniuge e dei parenti in linea retta di primo grado. 
 

QUALITA' DELLA VITA E VIVIBILITA' DELLE CITTA'  

ORDINE PUBBLICO DI QUARTIERE 
Libero porto d'armi per la difesa contro chiunque della propria famiglia e della proprietà privata. 
Normativa antisbandati e antimovida, forte aggravamento di pena per il disturbo al riposo delle persone e l'ubriachezza molesta, divieto di inquinamento acustico, unificazione dei vari corpi delle forze dell'ordine in un'unica arma, ausiliato da ronde volontarie di cittadini. 
Divieto di prostituzione in strada, riapertura delle case chiuse con obbligo di gestione cooperativa da parte delle stesse prostitute. 
Workhouse coatte per i cittadini degradatisi a clochard o ad accattoni. 

ORDINE PUBBLICO STRADALE 
Per la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacienti: ritiro pluriennale o perpetuo della patente, condanna per lesioni o omicidio dolosi. 

 
LIBERALIZZAZIONE DEGLI STUPEFACIENTI 
Per togliere ogni possibilità di profitto alle famiglie padrone delle organizzazioni criminali, liberalizzazione di produzione, commercio e uso privato degli stupefacienti. 
Pene severissime, con ritiro pluriennale o perpetuo della patente, per lo stato di alterazione da stupefacienti e di ubriachezza in luogo pubblico. 

 
PROBITA' NELLE RELAZIONI SOCIALI E NEI COMMERCI 
Reato di falso in bilancio con pene severissime e interdizione perpetua dai commerci. 
Eliminazione dei principi generali del favor rei (interpretazioni della legge favorevoli al delinquente) e del favor debitoris (interpretazioni della legge favorevoli al debitore che non paga i suoi debiti). 
Tutela creditoria efficace con immediato spossessamento dei beni del debitore insolvente e loro vendita in unica asta in tempi brevissimi. 
Sostituzione per quanto possibile della giustizia pubblica civile con arbitrati privati."  

Tratto da : http://democraziaturnaria.splinder.com/




14 dicembre 2009

DIALOGO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA

 

DIALOGO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA

tra Filippo Matteucci ed E.S.

 

F.M.:  La mia proposta di democrazia turnaria è vecchia di 15 anni, ma è rimasta latente in discussioni accademico-scolastiche con miei allievi e colleghi, e l'articolo [ Democrazia formale e democrazia sostanziale ] che lei ha letto rappresenta la prima divulgazione di essa. Premetto che dobbiamo tutti ringraziare Intenet, i blog, i social network come Facebook e Twitter, se nel mondo c'è ancora una reale libertà di parola, opinione, informazione.

Nell'articolo in oggetto l'architettura della democrazia turnaria è volutamente solo abbozzata, anche se nei miei scritti di futura pubblicazione e in corso di rifinitura lessicale essa è completamente delineata.

Purtroppo devo riecheggiare Marcuse parlando di deviazione e falsificazione del linguaggio, per cui per ridare verità alle parole sono continuamente costretto a precisazioni, deformalizzazioni, chiarificazioni preliminari di concetti.

Il linguaggio deviato è il primo strumento di potere, e non dai tempi della psicanalisi applicata, ma da sempre (penso al Bonaparte, a Filippo il Bello ecc.).

E’ quindi molto difficile per me farmi capire, nonostante il mio linguaggio volutamente divulgativo.

Tento ora una prima spiegazione in risposta alle sue giuste domande.

 

E.S.:  Egr. Avv. Matteucci, ho letto con molto interesse l’articolo [ Democrazia formale e democrazia sostanziale ] che mi ha inviato, già pubblicato su vari siti.

Considero l’argomento molto importante, ma ancora una volta trovo che sia assai facile mettere a fuoco i difetti  della nostra forma di gestione del potere decisionale, ma molto difficile avanzare una possibile soluzione per ottenere una democrazia diversa e migliore, ovvero a più ampio vantaggio per i  cittadini. L’utopia è sempre dietro l’angolo!

 

F.M.: La democrazia turnaria collegiale è fattibilissima. Un banale esempio nella pubblica amministrazione: la figura del dirigente pubblico, messo in quella carica formalmente per pubblico concorso. In realtà le sempre emergenti vicende di concorsopoli descritte dai giornali ci comprovano che spesso il dirigente è nominato dalle famiglie padrone del luogo o dal politburò locale asservito alle famiglie padrone dello stato.

Tutti i dirigenti delle pubbliche amministrazioni sono sostituibili da collegi di funzionari di durata annuale, che ricoprirebbero tale carica a semplice richiesta, ad es.: a posto del preside, un collegio di 3 professori. La competenza non mancherebbe di certo, e si farebbero gli interessi del servizio pubblico e non di chi ha eventualmente messo quel preside su quella poltrona. Molti professori capacissimi e ultracompetenti oggi lamentano di non avere alcuna possibilità di diventare presidi o rettori.

 

E.S.:  L’art. 3 della Costituzione parla di “lavoratori” come categoria atta ad essere coinvolta nell’organizzazione delle strutture di gestione. Tutti i lavoratori? Anche quelli con carichi pendenti? Anche quelli non sani di mente? Anche gli analfabeti? E un disoccupato ne sarebbe dunque escluso?

Forse al posto di “lavoratori” non sarebbe più giusto parlare di cittadini “aventi diritto al voto”, filtrando in questo modo tutti quelli che comunque non devono partecipare al potere decisionale?

 

F.M.:  Nessun voto, ma ricoprimento a semplice richiesta (e previo cursus honorum) di incarichi politici o amministrativi in organi necessariamente collegiali (minimo 3 persone), e per un periodo di durata in carica ridotto.

Ovvia l'esclusione dagli incarichi di incapaci e persone con precedenti penali. Escluderei anche chi ha ricoperto incarichi in passato su delega elettiva (pilotata). 

Lascerei perdere la costituzione (da riscrivere ex novo), e parlerei di “cittadini”.

 

E.S.:  E’ poi auspicabile che le decisioni di un paese siano prese col concorso diretto dei cittadini? Al giorno d’oggi i problemi economici sono molto complessi e coinvolgono anche i rapporti internazionali. A volte (molto spesso, penso) le decisioni da prendere sono anche molto impopolari. Si può sperare/pretendere che i cittadini remino contro i loro stessi interessi e che abbiano una profonda conoscenza tecnica dei problemi?

A mio avviso neppure i più bravi, competenti e onesti assessori sono, a volte, capaci di gestire le più semplici problematiche di un piccolo comune!

 

F.M.:  La competenza in ordine alla sfera di attività degli incarichi che il cittadino richiede di ricoprire sarebbe garantita dalla riserva parziale per competenza di seggi nel collegio. Ad es: un giudice o un tribunale nominato per concorso pubblico sono ben sostituibili da un collegio giudicante formato da un avvocato, da un laureato in legge e da un cittadino qualunque: un collegio giudicante di tre membri con 2 seggi riservati per competenza. Posso dire, senza generalizzazioni abusive, di aver per lo più trovato maggiore competenza negli avvocati  che nei magistrati.

Se una scelta è impopolare, vuol dire che va contro gli interessi del popolo, contro il popolo. Penso alle centrali nucleari, o alla depredazione di oltre metà dei redditi dei lavoratori perpetrata da fisco e INPS.

 

E.S.:  L’esempio della gestione condominiale, poi, è molto indicativa. Laddove sussistano interessi opposti si arriva anche allo scontro fisico. L’amministratore esterno, essendo un soggetto più disinteressato, sembrerebbe maggiormente in grado di risolvere le questioni, ma lo scontro tra interessi opposti pone quasi sempre in una condizione di stallo. Per esperienza diretta posso dire che neppure quella soluzione è valida in assoluto.

 

F.M.:  Giusta osservazione! La colpa è della legislazione. Le norme fondamentali sul condominio sono vecchie decrepite e risalgono a prima dell'urbanizzazione massiccia del dopoguerra. Norme completamente da rifare, ma che nessun governo si è mai interessato di rifare. Perché per gli attuali dominanti più invivibile è la vita quotidiana della gente comune, più sicuri sono il loro scranno e la loro greppia. Poi l'inutile pedante regolamentazione di quisquilie condominiali, di obblighi burocratici e amministrativi, di formalità, di inutili (per il condominio, molto utili per chi ci mangia sopra) obblighi di conformità tecnica, induce la gente a rivolgersi all'amministratore esterno, il quale, appoggiandosi ai condòmini più "influenti", ingrassa di fatto se stesso, e il condominio spesso è lasciato nell’incuria, nel disinteresse, nello scatafascio. Chissà perché amministratori condominiali di mia conoscenza hanno lo stesso modo di fare di certi assessori comunali…

Personalmente propongo, in sostituzione totale dell’amministratore esterno, il collegio condominiale obbligatorio di 3 membri e durata annuale, formato da condòmini a mera richiesta oppure a turno obbligato. Come sono solito sostenere, chi delega potere perde potere, chi si lascia amministrare arricchisce l'amministratore.

 

E.S.:  Io avevo immaginato che una buona soluzione potrebbe consistere nel porre una netta distinzione tra la gestione delle questioni economiche e la gestione delle questioni sociali. Quelle economiche andrebbero assegnate alle persone più competenti del paese, secondo graduatorie di meriti e di obiettivi raggiunti o altre forme di valutazione, mentre in quelle sociali (aborto, divorzio, sicurezza, religioni, testamento biologico, eutanasia, ecc. ecc.) mi sembrerebbe giusta l’espressione di tutti i  cittadini, tramite referendum. Se, però, la maggioranza dei cittadini si esprimesse contro l’eutanasia (per influenze religiose, magari) io che sono ateo perché dovrei rinunciare alla mia libera scelta?  O viceversa, ovviamente.

 

F.M.:  I campi oggetto di legiferazione vanno ristretti al minimo indispensabile per la convivenza civile: ordine pubblico, amministrazione della giustizia, difesa dei confini da invasioni straniere; proprio quei campi in cui oggi uno stato strumento delle famiglie padrone è latitante, o meglio, fa gli interessi delle famiglie padrone, anche se contrari a quelli del popolo.  In particolare lo stato non deve interferire nelle questioni private familiari. Ad esempio farei regolare divorzi e separazioni da un collegio di 3 persone: una designata dal marito, l'altra dalla moglie, e come terzo membro un avvocato designato di comune accordo dai 2 membri scelti dai coniugi. Anche in questo caso verrebbe così garantita la maggior competenza dell'avvocato rispetto a molti giudici, e le decisioni sarebbero senz'altro più eque e sensate...

 

E.S.:  Qualsiasi mia libertà che non interferisse con le libertà altrui andrebbe o no tutelata al massimo livello? Ma chi lo decide? La Costituzione? No, abbiamo visto che la Costituzione è come il Corano: ognuno la può interpretare a piacer suo!

 

F.M.:  La nostra costituzione dice tutto e il contrario di tutto. Così volevano i padroni dell'Italia del momento, eserciti stranieri compresi, invasori di un paese militarmente sconfitto. Oltretutto i politici radunati e fatti eleggere dagli invasori erano quanto di più raccogliticcio potevano trovare: dovevavo solo dire signorsì, con quella che un grande storico come Gioacchino Volpe definì “libidine di servilismo”. Questa costituzione... lasciamola perdere, abbandoniamola all'oblìo del tempo...

Il principio base del diritto naturale è che ognuno è libero di fare tutto, anche ciò che nuoce a se stesso, purché non vada a ledere diritti e libertà altrui. E’ un ottimo principio guida, facilmente applicabile in ogni ambito. Un altro principio fondamentale è che tutto ciò che non è vietato è permesso.

 

E.S.:  ...allora mi piacerebbe capire meglio cosa s’intende per “democrazia sostanziale”.

 

F.M.:  Come detto, esplicherò dettagliatamente la mia idea di democrazia diretta in ulteriori articoli. Tuttavia la mia proposta è quella della democrazia turnaria, collegiale, a semplice richiesta, con riserva di seggi per competenza e cursus honorum: è applicabile a tutto, dalla carica di dirigente amministrativo a quella di ministro, da quella di consigliere comunale a quella di parlamentare, dalla carica di difensore civico a quella di magistrato.

Posso anche affermare, per esperienza diretta nell’elaborazione dei relativi statuti, che nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.

Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.

Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.



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