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  Cromwell [ Avv. Filippo Matteucci ' s Blog. Austrian Privatist Economist and Anarcho-Capitalist Libertarian Theorist ]
         

Battle of Marston Moor by http://www.slowleadership.org/blog/index.php?s=cavaliers


27 aprile 2012

BREVE CORSO INTRODUTTIVO ALLA SCIENZA DEL POTERE



BREVE CORSO INTRODUTTIVO ALLA SCIENZA DEL POTERE

 

LA COMUNICAZIONE POLITICA DELLA RIBELLIONE INTESA COME DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA DEL POTERE MASSOSTATALISTA

Il cittadino, il lavoratore, il risparmiatore, il padre di famiglia, per potersi difendere dal potere deve prima conoscere il potere. Deve sapere con chi ha a che fare. Deve capire chi ha progettato la sua mente e la sua vita, chi lo induce ad avere opinioni non sue, a fare scelte non sue. CAPIRE IL POTERE, significa capire chi pianifica le nostre vite e canalizza il nostro pensiero.

Proprio in questi tempi di grande predazione fiscale il cittadino, colui che è senza potere, deve attrezzarsi per difendere se stesso, la sua mente, la sua salute, la sua famiglia, i suoi beni, i suoi risparmi, il suo reddito dal prevaricante attacco predatorio dello stato, delle famiglie massostataliste padrone degli stati e delle multinazionali, delle organizzazioni sovranazionali di tali dinastie padrone che stanno instaurando il “nuovo ordine mondiale”, una dittatura da incubo orwelliano, rivolta al dominio delle menti, delle vite, degli averi dei popoli.

Possiamo informarci, finché c’è internet, finche non imbavaglieranno e censureranno tutto e tutti... dopo, quando avranno censurato, potremo solo ascoltare musica rap, partite di calcio, San Remo, guardare le offerte dei centri commerciali, ascoltare dibattiti politici finti, fregapopolo, ubriacarci e drogarci, tatuarci o farci dei piercing, andare al pub e in discoteca, da bravi servi cerebrolavati, imbelli e autodistruttivi. Diventeremo come il padrone ci vuole, se non lo siamo già.

Eppure CI STANNO DERUBANDO DEI NOSTRI AVERI E DEI NOSTRI REDDITI, TRAMITE TASSAZIONE, INFLAZIONE, CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE OBBLIGATORIA, DEBITO PUBBLICO, SPESA PUBBLICA PILOTATA. Credo che questo dovrebbe essere il nostro primo interesse. Altrimenti per chi lavoriamo, per chi viviamo?

E allora, vogliamo deciderci a SAPERE? Oppure, siccome la nostra schiavitù è un argomento sgradevole, la rimuoviamo dalla mente, e non ci pensiamo più?

Per chi ha il coraggio di sapere, ecco un breve corso introduttivo, fatto di link a letture, blog, siti, con un linguaggio alla portata di tutti. Quando sono indicati interi siti o blog, vuol dire che vale la pena di leggerli dalla prima all’ultima riga. L’insieme delle letture indicate serve solo a far aprire gli occhi, e non è certo esaustivo della materia. Chi vuol proporre altre letture ritenute significative può contattarmi su Facebook, o aderire al gruppo culturale privatista e hoppiano Tea Party Federazione Liberista su Facebook.

“Open your eyes, open your minds”...

 

INTRODUZIONE AL POTERE ....

http://blog.lexitalia.it/?p=372

http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29320

http://www.filosofiapolitica.net/download.asp?ID=03-02-09-Hoppe&target=article

Traduzioni italiane di alcuni degli scritti di Hans Hermann Hoppe,:

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.leonardofaccoeditore.com/enclave/articoli/20hoppe.htm

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/hoppe-buchanan-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/2009/06/ilpungolo-hoppe-democrazia-2004.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_marxist-analysis-italian.pdf

 

COSA SAPPIAMO?  LA STORIA CHE CI HANNO RACCONTATO

http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=20547

http://www.controcorrentedizioni.it/storia-proibita-p-141.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://www.controcorrentedizioni.it/linghilterra-contro-regno-delle-sicilie-p-110.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://www.controcorrentedizioni.it/storia-manipolata-p-148.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://casatrinakria.blogspot.it/2008/03/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://www.controcorrentedizioni.it/banca-moneta-lusura-p-113.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://xoomer.virgilio.it/kxxbar/massoni.htm

 

DALLA TEOCRAZIA AL MONDIALISMO

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg

http://www.ariannaeditrice.it/vetrina.php?id_macrolibrarsi=47589

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-e-chi.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html

http://www.genitoricattolici.org/chiesa%20e%20massoneria.html

http://amarelachiesa.blogspot.com/search/label/Monitor%20massoneria

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

 

EYES WIDE SHUT, BRAINS WIDE WASH : I MEZZI DI ASSERVIMENTO DI MASSA

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/09/la-funzione-della-televisione.html

www.comedonchisciotte.org/site/index.php

http://peopleinarms.livejournal.com/354.html

http://www.effedieffe.com

http://peopleinarms.livejournal.com/543.html

http://laconquistadelse.forumcommunity.net/?t=48691507

http://blog.libero.it/caratteri/

http://www.ingannati.it

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

 

LA GRANDE PREDAZIONE:  IL POTERE COME IMPOSIZIONE DEL SERVAGGIO E DEL TRIBUTO

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/84/Robert%20Benson/Il-padrone-del-mondo

www.disinformazione.it/il_grande_parassita.htm

http://www.disinformazione.it/onu_moneta_unica_mondiale.htm

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)

www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

http://teapartyfederazioneliberista.ilcannocchiale.it

http://www.agoravox.it/Mario-Monti-Bilderberg-ed-il-Nuovo.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/le-coop-e-il-giochino-dellopa/186804/

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

 

LE SOLUZIONI:  IL MONDO E’ NELLE NOSTRE MANI, BASTA VOLERLO

http://www.cromwell.ilcannocchiale.it/

http://www.opinione.it/articolo.php?arg=&art=66445

http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/11/20/come-ripagare-il-debito-pubblico-trasformando-italia-in-paradiso-fiscal/

http://democraziaturnaria.ilcannocchiale.it/

www.libertarianism.com

www.usemlab.com/

www.movimentolibertario.it/

http://mises.org/daily/4454#content

 

 

Filippo Matteucci

Tea Party Federazione Liberista (Founder)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/




13 marzo 2012

COMPLICI E VITTIME DELLO STATO, STRUMENTO DEL MALE



COMPLICI E VITTIME DELLO STATO, STRUMENTO DEL MALE

 

IL GULAG FISCALE UNIONE EUROPEA

Quando molti, troppi cittadini onesti, lavoratori, gente che ogni mattina si alza e va a lavorare, si lasciano governare da famiglie di gente malvagia, di semisquilibrati che perseguono il male, che adorano il male, famiglie di ladri, tiranni e predoni, loro e i loro lacchè, governanti di infima qualità, quando le famiglie oneste si lasciano tartassare, derubare di risparmi e redditi, accettano inflazione e debito pubblico, subiscono inermi una spesa pubblica pilotata nelle tasche delle famiglie padrone massostataliste, ebbene, questo non reagire imbelli, non vuol dire (solo) che si è assonnati, stanchi, rinunciatari, deboli, inebetiti, vuol dire anche che le famiglie oneste di lavoratori e risparmiatori SONO VITTIME DI UN LUNGO, PROFONDO, CONTINUO, BEN STUDIATO E BEN ORGANIZZATO LAVAGGIO DEL CERVELLO SOCIALE CHE HA INQUINATO LA COMUNITA’, PORTATO AVANTI DA SECOLI, e rivolto al dominio del male.

Chi trova questa affermazione esagerata, NON SA. E dovrebbe desiderare di sapere, dovrebbe osare sapere. C’è in gioco la sua vita, che ora tanto SUA non è...

 

A COSA SERVE LO STATO

Come prendere per i fondelli un popolo ignorante e credulone.

Uno degli uomini più ricchi propone ripetutamente di aumentare le tasse ai ricchi. Costui ha fatto eleggere presidente-premier-governante un suo burattino, un tirapiedi ovviamente “democratico, progressista, di sinistra”, il quale è stato messo su quella poltrona lautamente retribuita per eseguire gli ordini del miliardario (e degli amici del miliardario). Quindi quando il riccone propone di aumentare le tasse, intende aumentarle agli ALTRI ricchi, ai suoi concorrenti, ai suoi avversari, contro i quali farà varare leggi apposite. Quindi il riccone pseudo-filantropo non è mosso da sentimenti di giustizia sociale, da amore per la povera gente o per i lavoratori, vuole solo usare lo stato e il fisco per i suoi fini. Vuole bloccare la mobilità sociale, ovvero impedire a chiunque, in primo luogo alle famiglie meritevoli e capaci, di divenire meritatamente ricche: ricco e potente deve essere solo lui, magari in gaia compagnia dei suoi alleati e dei suoi lacchè. Tasse, inflazione, spesa pubblica, debito pubblico, burocrazia, divieti e obblighi servono a questo, a costruire la nuova tirannia e la nuova schiavitù. Non siamo più padroni nemmeno dei nostri beni, dei nostri risparmi, del nostro contante. Un gregge di lavoratori dipendenti (le pseudo-liberalizzazioni devono eliminare i residui lavoratori autonomi, coloro che pensano ancora con la propria testa), un gregge di servi lobotomizzati dai mass media di regime, incapaci e autodistruttivi. I pretesti per depredarci e schiavizzarci sono infiniti, dalla finta crisi economica all’ecologia, dalla finta giustizia-equità sociale agli aiuti finto-umanitari.

Un metodo di potere non dissimile è quello adottato dall’organizzazione di narcotraffico affiliata alla setta-loggia-cosca massostatalista mondiale, ovvero a quelle 200 famiglie padrone massostataliste che controllano le grandi compagnie multinazionali e gli stati: gli apparati pubblici repressivi e le leggi antiproibizioniste servono a reprimere i narcotrafficanti concorrenti ed emergenti, riservando così il monopolio e i conseguenti vertiginosi profitti solo all’organizzazione controllata dai poteri forti. E, sia chiaro, questi poteri occulti, costituiti in realtà da ben precise famiglie-dinastie da secoli coalizzate tra di loro, sono stati definiti “forti” in quanto forza del male. Oltretutto non è molto chiaro nemmeno se gli individui e le famiglie che ci appaiono come padroni, proprietari di grandi imprese o di grandi ricchezze, siano i veri padroni o siano invece meri prestanomi di questa organizzazione massostatalista mondiale, e quindi, in definitiva, di quelle famiglie che tale organizzazione veramente controllano. A me nessuno ha mai regalato gratis una grande impresa automobilistica, sia pure con bilanci in rosso... La tecnica dei prestanome è molto usata in quanto nasconde all’odio popolare la famiglia tiranna e predona, il vero governante di infima qualità, quello che fa vivere male il popolo. Ed è molto usata non solo in politica, facendo eleggere lacchè e tirapiedi che eseguono gli ordini, ma anche in economia. Il colore politico di cui si ammantano queste dittature schiavizzanti è indifferente: il sindacal-social-comunismo è stato l’oppio dei popoli del XX secolo. Basti pensare che la banca dell’Unione Sovietica, la patria dello pseudo-comunismo, era controllata dagli stessi banchieri massostatalisti mondialisti che avevano prima finanziato Lenin e la sua rivoluzione comunista. La divisione del mondo in due blocchi, la guerra fredda, la corsa agli armamenti della seconda metà del secolo scorso erano tutte prese per i fondelli: le stesse famiglie, la stessa organizzazione maligna comandava sia a est che a ovest del muro di Berlino. Cambiavano solo le forme di schiavizzazione e di lavaggio del cervello dei popoli. Per noi oggi c’è il campo di concentramento fiscale Europa per entrare nel quale nessuno ci ha chiesto il nostro voto, il nostro consenso, come non era stato chiesto ai deportati nei lager o nei gulag.

Cosa ci aspetta? Lo scontro tra le residue forze del Bene, il Cristianesimo e l’Islam: stanno cercando di metterle l’una contro l’altra per eliminarle definitivamente, così, finalmente, dopo millenni di subdole manovre e pianificazioni, per questo mondo ci sarà un solo signore, un solo dio. Quello del male.

 

DA MARCUSE A HOPPE

CAPIRE IL POTERE, capire chi pianifica le nostre vite e canalizza il nostro pensiero: iniziare leggendo Hans Hermann Hoppe.

http://www.filosofiapolitica.net/download.asp?ID=03-02-09-Hoppe&target=article

 

Traduzioni italiane di alcuni degli scritti di Hans Hermann Hoppe, letture imprescindibili per chi si sente, per sua natura, uno che non vuol essere reso schiavo, uno refrattario al lavaggio del cervello ad opera del regime.

Il liberismo privatista è il superamento della ingannevole contrapposizione destra - sinistra:

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.leonardofaccoeditore.com/enclave/articoli/20hoppe.htm

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/hoppe-buchanan-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/2009/06/ilpungolo-hoppe-democrazia-2004.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_marxist-analysis-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_la_idea_de_una_sociedad_de_derecho_privado.pdf   (Spanish)

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_porque_malos_gobiernan.pdf

(Spanish)

Link al Tea Party Federazione Liberista , gruppo culturale focalizzato sull'economia politica,  privatista e hoppiano (NON E’ il Tea Party Italia)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

Altri link da non perdere:

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=20547

http://www.effedieffe.com

http://www.controcorrentedizioni.it/

http://peopleinarms.livejournal.com/354.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-e-chi.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

http://www.genitoricattolici.org/chiesa%20e%20massoneria.html

www.comedonchisciotte.org/site/index.php

http://blog.libero.it/caratteri/

http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://laconquistadelse.forumcommunity.net/?t=48691507

http://www.agoravox.it/Mario-Monti-Bilderberg-ed-il-Nuovo.html

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

http://amarelachiesa.blogspot.com/search/label/Monitor%20massoneria

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/84/Robert%20Benson/Il-padrone-del-mondo
www.disinformazione.it/il_grande_parassita.htm
http://www.disinformazione.it/onu_moneta_unica_mondiale.htm

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)

www.libertarianism.com

www.rothbard.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/02/scie-chimiche.html

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/le-coop-e-il-giochino-dellopa/186804/

http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html

http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/02/27/mario_draghi_e_i_tassi_di_inte.html

http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/11/20/come-ripagare-il-debito-pubblico-trasformando-italia-in-paradiso-fiscal/

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/09/08/tea_party_federazione_liberist.html

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/04/continua_lattacco_dei_poteri_f.html

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2012/01/25/scusate_le_tasse_vi_abbiamo_in.html

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/11/la_patrimoniale_arricchisce_i.html

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2012/01/25/scusate_le_tasse_vi_abbiamo_in.html



FORZA, PERVICACIA E CONTINUITA’ DEL MALE

DALLA MALA UNITA’ ANTICRISTIANA DEL 1861 ALLE MANOVRE FISCALI MASSOSTATALISTE CONTRO IL POPOLO DEL 2011 – 2012

 

In un esorcismo che riporta Domenico Mondrone nel suo libro "A tu per tu col Maligno" (La Roccia,Roma ), satana gli dice:

 

"Non vedi che il suo regno (di Gesù) si sgretola e il mio si allarga giorno per giorno sulle rovine del suo? Provati a fare il bilancio tra i suoi seguaci e i miei, tra quelli che credono nelle sue verità e quelli che seguono le mie dottrine, tra quelli che osservano la sua legge e quelli che abbracciano le mie. Pensa soltanto al progresso che sto facendo per mezzo dell'ateismo militante, che è il rifiuto totale di Lui. Ancora poco tempo e il mondo cadrà in adorazione dinanzi a me. Sarà completamente mio. Pensa alle devastazioni che sto portando in mezzo a voi servendomi principalmente dei suoi ministri (la luce più è radiosa e più infastidisce Satana; non sono le lampadine spente dei poveri peccatori ad impensierirlo. Egli perciò si scatena contro i ministri di Dio! - n.d.a ). Ho scatenato nel suo gregge uno spirito di confusione e di rivolta che mai finora ero riuscito di ottenere. Avete quel vostro pecoraro vestito di bianco che tutti i giorni chiacchiera, grida, blatera. Ma chi lo ascolta? Io ho tutto il mondo che ascolta i miei messaggi e li applaude e li segue. Ho tutto dalla mia parte. Ho le cattedre con le quali ho dato scacco alla vostra filosofia. Ho con me la politica che vi disgrega. Ho l'odio di classe che vi dilacera. Ho gli interessi terreni, l'ideale di un paradiso di terra che vi accanisce gli uni contro gli altri. Vi ho messo in corpo una sete di denaro e di piaceri che vi fa impazzire e vi sta riducendo in un'accozzaglia di assassini. Ho scatenato in mezzo a voi una sessualità che sta facendo di voi una sterminata mandria di porci. Ho la droga che presto farà di voi una massa di miserabili larve di folli e di moribondi. Vi ho portati ad ottenere il divorzio per sgretolare le famiglie. Vi ho portati a praticare l'aborto con cui fate stragi di uomini prima che nascano. Tutto quello che può rovinarvi non lo lasco intentato, e ottengo ciò che voglio: ingiustizie a tutti i livelli per tenervi in continuo stato di esasperazione; guerre a catena che devastano tutto e vi portano al macello come pecore; e insieme a questo la disperazione di non potersi liberare dalle sciagure con le quali devo portarvi alla distruzione. Conosco fin dove arriva la stupidità degli uomini, e la sfrutto fino in fondo. Alla redenzione di quello che si è fatto ammazzare per voi bestie ho sostituito quella di governanti massacratori, e voi vi buttate al loro seguito come stupidissime pecore. Con le mie promesse di cose che non avrete mai sono riuscito ad accecarvi, a farvi perdere la testa, fino a portarvi facilmente dove voglio. Ricorda che io vi odio infinitamente, come odio Colui che vi ha creati". Poi aggiunse: "In un secondo momento mi lavorerò uno per uno i parroci rispetto al loro pastore. Oggi il concetto di autorità con funziona più come una volta. Sono riuscito a dargli uno scossone irreparabile. Il mito dell'ubbidienza sta tramontando. Per questa via la Chiesa sarà portata alla polverizzazione. Intanto vado avanti con la decimazione continua dei preti, dei frati e delle suore, fino ad arrivare allo spopolamento totale dei seminari e dei conventi; tolti di mezzo i Suoi "operai della Vigna", subentreranno i miei e avranno via libera nel loro lavoro definitivo". Quindi rivelò:

 

   1. Quali sono i suoi migliori collaboratori: "A me preme incrementare il numero dei preti che passano dalla mia parte. Sono i migliori collaboratori del mio regno. Molti o non dicono più messe o non credono a ciò che fanno sull'altare. Molti di essi li ho attirati nei miei templi, al servizio dei miei altari, a celebrare le mie messe. Vedessi che meravigliose liturgie ho saputo imporre loro a sfregio di quelle che celebrate nelle vostre chiese. Le mie messe nere".

   2. Quali sono i suoi più grandi nemici: "Quelli legati alla Sua amicizia, quelli che Egli riesce a conservare sempre suoi. Quelli che lavorano e si consumano per i suoi interessi che zelano la sua gloria. Un malato che per gli amici soffre e si offre per gli altri. Un prete che si conservi fedele, che preghi molto, che non si sia mai fatto contaminare, che si serve della messa, di quella tremenda maledettissima messa, per farci un male immenso e strapparci una moltitudine di anime. Questi sono per noi gli esseri più odiosi, quelli che maggiormente pregiudicano gli affari del nostro regno".

   3. Infine satana, mostrandogli una folla sterminata di giovani in una piazza di città gli disse: "Guarda, guarda che spettacolo meraviglioso!... E' tutta gioventù passata dalla mia parte. E' gioventù mia. Molta l'ho irretita con la lussuria, con la droga, con lo spirito del materialismo ateo. Quasi tutti sono venuti sù senza i soliti sciacqui battesimali. Questi giovani sono passati attraverso scuole programmate su ateismo sindacale. Lì hanno imparato che non è stato quello di lassù a creare l'uomo. Ora sono agguerriti a una lotta attiva contro di lui, che resiste a scomparire. Ma scomaprirà. E' fatale! Questi miei giovani hanno imparato a disfarsi di tutte le cosiddette verità eterne. Per essi esiste solo il mondo materiale e sensibile. E' stato un gigantesco lavaggio al cervello, e ci serviremo di questo per tutti coloro che osassero ancora tenersi aggrappati alle vecchie credenze. Egli deve scomparire in modo assoluto dalla faccia della terra. Presto verrà il giorno che neppure il suo nome verrà più ricordato. Le poche cose di resistenza che non riusciremo ad eliminare con la nostra filosofia, le annienteremo col terrore. Ci sono per i resti decine e decine di lager dove li manderemo a marcire. Così per tutti i paesi della terra. Uno dopo l'altro devono cadere ai miei piedi, abbracciare il mio culto, riconoscere che l'unico signore del mondo sono io..."

   4. In una seduta medianica: "Io copro di rovine il mondo, lo inondo di sangue e di lacrime; io deformo ciò che è bello, rendo sordido ciò che è puro, abbatto ciò che è grande; faccio tutto il male che posso e vorrei poterlo aumentare fino all'infinito. Io sono tutto odio, niente altro che odio. Se conosceste la profondità, l'altezza e la larghezza di quest'odio, avreste un'intelligenza più vasta di tutte le intelligenze che vi furono fin dal principio del mondo, anche se queste intelligenze fossero riunite in una sola. E quanto più odio, tanto più soffro, ma il mio odio e le mie sofferenze sono immortali come me, perché io non posso non odiare, come non posso non vivere sempre. Ciò che accresce in me questa sofferenza, ciò che moltiplica questo odio è il pensare che io sono stato vinto, che odio inutilmente e che faccio tanto male inutilmente. Ma che dico, inutilmente? No! Una gioia l'ho, se posso chiamarla tale; è l'unica gioia che io abbia; quella di uccidere le anime per le quali Egli ha versato il Suo sangue, per le quali è morto, risorto e salito in cielo. Ah, si! Io rendo vana la sua incarnazione, la sua morte; le rendo vane queste cose per le anime che uccido. Capite? UCCIDERE UN'ANIMA!!! Egli l'ha creata a Sua immagine, l'ha amata di un amore infinito, per lei fu crocifisso. Ma io quest'anima gliela prendo, gliela rubo, la uccido e la perdo con me. Io quest'anima non la amo, ma l'odio sommamente; eppure essa mi ha preferito a Lui. Come mai io dico queste cose? Vi potreste convertire, anche voi! Potreste scapparmi! Eppure debbo dirle queste cose, perché Egli mi costringe. Volete sapere quanto io soffro e quanto odio? Io sono capace di odio e di dolore nella stessa misura con cui ero capace di amore e di felicità. Io, Lucifero, son divenuto satana, l'avversario. In questo momento io ho tutta la terra nel mio pensiero, tutti i popoli, tutti i governi, tutte le leggi. Ebbene, io tengo la direzione di tutto il male che si prepara. E, dopo tutto, quale vantaggio me ne viene? Io sono stato vinto già prima! Tuttavia qualche vantaggio l'ho ricavato; io gli uccido delle anime, delle anime immortali, delle anime che Egli ha pagato sul Calvario" ( J.Daniel, Lucifero smascherato, EP).

Da: http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

 

Un principio base della strategia millenaria massosatanista di asservimento del mondo è lo sfruttare i sette vizi capitali in chi ne è afflitto, e l’instillarli in chi ne è  libero, per rendere servi individui e famiglie.

(“Figlio di fessi e fesso tu stesso

fesso e servo ti faccio rimanere

a te e alla tua famiglia di servi fessi

servi per l’eternità”)

 

I sette vizi capitali sono:

    * Superbia  (desiderio irrefrenabile di essere superiori, fino al disprezzo delle regole naturali innate di rispetto altrui).

    * Avarizia (desiderio irrefrenabile dei beni temporali, visti come parti essenziali del sé, della propria identità, contro gli altri).

    * Lussuria (desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a se stesso, considerando l’altro un oggetto di divertimento e/o di violenza).

    * Invidia (astio e tristezza per le capacità, i meriti, il bene altrui, percepiti come male proprio).

    * Gola (abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola, e non solo).

    * Ira (perdita di controllo su se stessi, irrefrenabile desiderio di risolvere i conflitti con la prevaricazione e la violenza).

    * Accidia (torpore malinconico, passività imbelle di fronte al male, inerzia nel vivere e nel compiere opere di bene).

 

Filippo Matteucci

Tea Party Federazione Liberista (Founder)

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16 agosto 2011

TEA PARTY FEDERAZIONE LIBERISTA



TEA PARTY  FEDERAZIONE LIBERISTA   

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MENO STATO, MENO TASSE, MENO SPRECHI, MENO PARASSITI, MENO LADRI. 

PIU’ MERCATO, PIU’ RICCHEZZA, PIU’ MERITO, PIU’ LIBERTA’ 


Nell’ultimo secolo di “riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia, distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari, parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative.

Oggi, se vogliamo rimanere un paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.

Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...


Il centrodestra era stato votato e deputato a governare dai cittadini per ridurre le tasse e tagliare la spesa pubblica. Ha alzato tasse e spesa pubblica, in particolare accanendosi sui risparmiatori (già tartassati dall’inflazione), tradendo il mandato. Non c'è alcuna differenza tra una destra statalista e una sinistra socialcomunista statalista: sono entrambe CONTRO IL POPOLO e serve dei dominanti del momento. Chi è IL POPOLO? Tutti coloro che indipendentemente dal loro livello di ricchezza, NON HANNO POTERE, non possono cioè usare lo stato, il fisco, l'emissione di moneta per imporre agli altri prestazioni patrimoniali o fisiche. Tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica, vessazioni burocratiche e normative sono tutti STRUMENTI DELLA NUOVA SCHIAVITU'


Se vogliamo una rappresentanza politica dei liberisti, dobbiamo farcela da noi, e secondo nuovi criteri di democrazia diretta. Altrimenti, se i vari gruppuscoli liberisti o pseudo liberisti, ciascuno con qualche capetto che pensa di conoscere e capire cos’è il potere, e magari spera in qualche poltroncina con rendita da sottobosco governativo, si trasformano in sindacati gialli, dovremo rassegnarci a fuggire all’estero o a lasciarci scorticare dalle tasse, ingrassando parassiti, tiranni e predoni.

Eppure la galassia liberale, liberista e libertarian è vasta e presenta soggetti interessanti: la Confcontribuenti di Pacor, il Movimento Libertario di Facco, la FAES Federazione Anti Estorsione di Stato, il nuovo PLI, l’UpL, la componente liberista del PR, ecc. Tutte queste iniziative, pur lodevolissime in sé, mancano però, prese singolarmente, di consensi e visibilità, e quindi sono di fatto inefficaci. Sono anche pressoché ignorate dalla stampa di regime, la quale ha invece preso a pubblicizzare gruppi che si ispirano ai Tea Party USA: il fatto stesso di essere citati dai massmedia di regime, unitamente alla presenza in essi di politici di professione riciclati, mi fanno dubitare dell’autenticità di questi ultimi.

Solo una Federazione di più soggetti liberisti autentici, basata su un programma minimo comune, può farsi avanti come soggetto credibile e autentico nel non credibile teatrino della politica nel quale oggi si mente per ingannare il popolo. Chi recita il ruolo del liberista, chi fa finta di difendere i proletari, chi dice di rappresentare i lavoratori, le piccole e medie imprese, i commercianti, i consumatori... E INTANTO LE TASSE AUMENTANO, AUMENTANO SEMPRE... 

Eppure il potenziale bacino elettorale di un messaggio liberista, privatista, paleolibertario è enorme: il 50% degli elettori che schifiti dalla politica non va più a votare, cui aggiungere quel 20% ingannato dagli improbabili  movimenti senza valori, apparentemente guidati da arruffapopolo giullari, che dicono di voler combattere la casta ma dalla casta stessa, dalle famiglie padrone sono creati e manovrati per canalizzare la protesta nel nulla.

I Tea Party devono invece nascere dalla base, come i no tav o i comitati antimovida dei residenti, ed essere ispirati da chi da anni si batte contro questo regime lavacervelli, tiranno, predone e oppressore. Occorre far capire anche a coloro col cervello lavato dalla propaganda “di sinistra” dei poteri forti, che nella vita le uniche tutele che hai contro le famiglie padrone che vogliono proletarizzarti o mantenerti servo sono la tua salute, la tua famiglia, la tua proprietà privata, il tuo clan parentale e la tua rete di vere amicizie. Tutto il resto è contro di te, in primo luogo lo stato.


Un avviso: prima di aderire a qualsiasi movimento politico di protesta, GUARDATE BENE CHI C'è DIETRO. I veri movimenti di protesta nascono solo dal popolo, dalla base. Gli altri sono SINDACATI GIALLI. Se vedete che politici di professione si appropriano dei movimenti di protesta, diffidatene. I politici della CdL che , sicuri di essere trombati alle prossime elezioni, tentano di riciclarsi come antistatalisti e antitasse (dopo aver votato la manovra di aspen tremonti ammazzarisparmiatori...) stanno a noi Liberisti DOC come la Palin sta a Ron Paul. NESSUN POLITICO CHE HA RICOPERTO CARICHE ELETTIVE O DI PARTITO DEVE ESSERE RICANDIDATO o votato. Coloro che li rimettono a galla non sono autentici movimenti liberisti e antistatalisti.

Aggiungo in fine che il messaggio Paleolibertario e Privatista è perfettamente compatibile col Conservatorismo e con la visione Cristiano - Cattolica Tradizionalista. Entrambe tali posizioni sentono come usurpatorio, predatorio e vessatorio l’intervento di uno stato, visto come nemico, nella sfera privata e familiare. Evidenzio ciò al fine di allontanare inutili radicalismi che ci alienerebbero quella parte di consensi senza portarci vantaggio alcuno.


Ho creato questo gruppo TEA PARTY su Facebook tendenzialmente BASATO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA con l’idea di condividerlo coi miei friend liberisti e antistatalisti DOC: chi vuole può aderire; se ci sono sufficienti adesioni vediamo cosa possiamo fare. Il gruppo non è in concorrenza ma al contrario può anche fondersi con altri gruppi liberisti esistenti, purché sia provato che non costituiscano quella sorta di sindacati gialli di cui ho parlato sopra...

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

Se hai problemi coi link al gruppo Facebook, cerca su Facebook " TEA PARTY - FEDERAZIONE LIBERISTA "




26 giugno 2011

PIU' TASSE SUI TUOI RISPARMI? NO, GRAZIE



RISPARMIO E FISCO. EFFETTI DI UN AUMENTO DELLA TASSAZIONE SUI REDDITI FINANZIARI DELLE PERSONE FISICHE.

  

Il termine “rendita” nelle scienze economiche ha tutt’altro significato, definisce il guadagno che deriva dalla proprietà della terra. Oggi tale termine viene usato volutamente in modo errato e ipocrita per suggerire l’idea che i percettori di redditi finanziari, i risparmiatori, siano dei ricchi parassiti immersi nell’ozio, che vivono, appunto, “di rendita”, e non producono nulla. La realtà è ben diversa. Chi oggi non dedica tempo, lavoro, energie e soldi nella personale ricerca del miglior investimento finanziario, e investe a caso, sicuramente non sta guadagnando niente, anzi sta rimettendoci. Chi si affida alla gestione altrui non arricchisce, ma fa arricchire il gestore. Se oggi si vuole tirare fuori dagli investimenti finanziari qualche euro, occorre divenire dei trader, almeno a livello semiprofessionale. Il lavoro di investimento finanziario è un lavoro durissimo, senza orari né ferie, ad altissimo rischio (soprattutto in Italia, dove sono carenti o inesistenti delle reali protezioni per i risparmiatori), lavoro che richiede una preparazione e un impegno enormi, continui, impensabili.

Perché allora si continua ad usare l’errato termine “rendite”, dipingendo i risparmiatori come ricchi oziosi, come parassiti da tartassare? La risposta è molto semplice: tutto il gran parlare che si fa, tutta la manfrina sulle “rendite” finanziarie, è opera di certi industriali i quali mirano a pagare meno tasse e a tassare di più gli altri Italiani.  

Esaminiamo innanzitutto sinteticamente quali sono i redditi da investimento finanziario,

DIVIDENDI: parte degli utili di una società distribuita agli azionisti. Il risparmiatore che investe acquistando azioni di una società diviene comproprietario pro quota di quella società.

PLUSVALENZE o  CAPITAL GAINS: differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di uno strumento finanziario, azione, obbligazione, future, ecc.. Il risparmiatore, con un difficile lavoro di trading, cerca di guadagnare sulla differenza di prezzo, rischiando però molto seriamente di perdere.

INTERESSI: remunerazione del capitale prestato. Il risparmiatore, investendo in (cioè comprando) obbligazioni (bond) emesse o da stati (BTP, BOT, Bund…) o da società private (corporate), presta loro soldi, rischiando di non riaverli indietro (bond Cirio, bond argentini), e in cambio riceve un interesse. Non rendono più quasi nulla, invece, depositi e conti correnti, anzi questi ultimi spesso generano costi netti per il correntista. 

In tutti e tre i tipi di redditi finanziari ora visti, vi è un guadagno reale solo se a fine anno l’accrescimento monetario dei soldi del risparmiatore è superiore alla perdita di valore, di potere d’acquisto dei soldi stessi, cioè se è superiore all’inflazione effettiva; altrimenti c’è una perdita reale (o rendimento reale negativo). In questi ultimi anni i guadagni monetari sono stati e sono tuttora nettamente inferiori all’inflazione effettiva, quindi i risparmiatori stanno perdendo soldi; questo ha generato la corsa all’acquisto degli immobili, con conseguente bolla speculativa immobiliare. 

L’aumento della tassazione sui risparmi dei cittadini è iniquo, ottuso e controproducente per lo sviluppo del paese perché:

 1. i possessori di grandi patrimoni mobiliari (tra cui molti di quegli industriali che oggi chiedono a gran voce di tartassare i risparmi) non verranno minimamente scalfiti da tale aumento della tassazione sui redditi finanziari, in quanto costoro o hanno già la residenza fiscale all’estero, o hanno messo in atto escamotage di fiscalità internazionale, quali i trust offshore, per cui già oggi non pagano all’Italia un centesimo di tasse su tali grandi capitali mobiliari, né l’Italia può e potrà fare nulla contro di loro; l’aumento della tassazione sui redditi finanziari mira a colpire quindi solo i piccoli e medi risparmiatori e trader; 

2. i risparmiatori sono stati i più svantaggiati nella redistribuzione del reddito degli ultimi anni, tra rendimenti reali negativi, crollo della new economy, crisi dei subprime, crack di società quotate (Parmalat, Cirio, Ferruzzi…), crollo dei titoli bancari e assicurativi; nel contempo i prezzi degli immobili, anche delle più scassate bicocche, sono saliti alle stelle gonfiati dai tassi ai minimi del secolo;

3. il risparmio è denaro, moneta, e come tale è soggetto ad inflazione, cioè a perdita di potere di acquisto, ovvero a perdita di valore. Questa perdita di valore va a favore dello stato, uno stato debitore in quanto è lui che emette tale moneta. Quindi l’inflazione è una tassa, come ben sanno anche i sedicenni che studiano ragioneria. Tutti sperimentiamo quotidianamente che in Italia c'è un'inflazione ben superiore a quella ufficialmente dichiarata dall'ISTAT;

4. decine di migliaia di risparmiatori nei decenni scorsi hanno ripopolato Svizzera, Montecarlo e Austria, fuggendo dall’Italia, portando via i loro sudati soldi anche quando il farlo costituiva reato, pur di difenderli e salvarli; far fuggire anche gli ultimi rimasti sicuramente non aiuta l’Italia a risalire la china dello sviluppo economico. Se verrà elevata l’aliquota sui redditi finanziari l’Italia avrà perso per tali risparmiatori l’ultima attrattiva che le era rimasta. Di paradisi fiscali sparsi per il mondo (o neanche troppo lontani) che li aspettano a braccia aperte, e già pieni di Italiani, ne trovano quanti ne vogliono. E gli anni '60 e '70 hanno ampiamente dimostrato che i capitali in fuga non possono essere fermati;

5. in Italia i redditi da risparmio costituiscono comunque, se non altro a livello psicologico, una parte consistente del potere d’acquisto e di consumo delle famiglie; la diminuzione di tali redditi, annientati dalla tenaglia bassi rendimenti – aumento della loro tassazione, ha devastanti effetti depressivi su economia e consumi, innestando una spirale di stagnazione che può durare decenni, come è successo in Giappone;

6.  la fuga dagli investimenti finanziari spingerebbe la gente ad investire ancora di più in immobili, e quindi causerebbe aumento dei prezzi degli immobili già ora insostenibili;

7.  a livello di Scienza delle finanze, il beneficio per l'erario derivante dall’aumento della tassazione sui redditi finanziari è miserabile, irrisorio, con più svantaggi che vantaggi, mentre ne è ben chiara la creduta valenza politico-demagogica, oltretutto nettamente obsoleta in relazione all'attuale composizione del patrimonio della maggioranza degli Italiani: tutti gli Italiani hanno qualche risparmio; 

8. chi ha risparmi da investire in strumenti finanziari, ha tali risparmi perché ha messo da parte una quota dei suoi redditi: redditi già tassati dall’imposta sul reddito nei periodi fiscali in cui sono stati percepiti; i risparmi sono quindi reddito già tassato; 

9. i dividendi, in quanto utili societari, sono già tassati in capo alla società, la quale li distribuisce al netto dell’imposta societaria ai risparmiatori-azionisti, i quali poi, nuovamente, pagano l’imposta sostitutiva su di essi;  i dividendi sono quindi già doppiamente tassati; 

10. le plusvalenze e gli interessi sono guadagni per chi li percepisce, ma perdite per chi li paga: il saldo finale per l’intera economia è zero, non vi è valore aggiunto assoggettabile equamente a tassazione, né motivi equi per cui il fisco si intrometta tra chi perde e chi guadagna; 

11. se certi industriali italiani (e occidentali in generale) non sono buoni a fare profitti non è per il carico fiscale che subiscono, di fatto bassissimo: l’aliquota del 33% sul reddito d’impresa è fittizia, visto che si applica non su tutto il reddito, ma solo sul reddito imponibile, e qualsiasi commercialista è in grado di decimare l’imponibile del reddito d’impresa. Le aliquote sui redditi finanziari, invece, si applicano su tutto il reddito, fino all’ultimo centesimo, non essendovi alcuna possibilità di dedurre costi e spese dall’imponibile. Quindi il paragonare l’aliquota del 33% del reddito d’impresa a quella del 12,5% sui redditi finanziari o è poco intelligente o è, più plausibilmente, ipocrita e pretestuoso. Il vero problema, insormontabile, è che il costo del lavoro italiano è dieci volte quello cinese o indiano;


12. per i risparmiatori le perdite finanziarie (minusvalenze) sono deducibili dal reddito imponibile solo per quattro anni, quando i cicli economici e di borsa durano ben più di quattro anni. Esemplificando molto, se nell’arco di dieci anni il risparmiatore ha guadagnato 10 e perso 20, con un risultato finale netto negativo (perdita) di –10, ha comunque buone probabilità di pagare tasse come se avesse guadagnato +5 (può sembrare assurdo, ma è così, questa è la legge in vigore);

13. il risparmio è il principale mezzo per la mobilità sociale. Le famiglie meno agiate possono sperare di elevarsi dalla loro posizione sociale semiservile solo mettendo da parte risparmi e costruendosi pian piano un proprio patrimonio familiare. Tassare il risparmio delle famiglie, dei lavoratori, vuol dire condannarli a una semischiavitù permanente.

Ricordo infine che la nostra Costituzione agli articoli 42 e 47 tutela la proprietà privata degli immobili e il risparmio in tutte le sue forme.

Nessuna tassa è a favore del popolo, tutte le tasse sono contro il popolo. La via maestra è ridurre sprechi e spese, meno stato e più mercato, e non più tasse a questo o a quello.

Filippo Matteucci

Economista




27 maggio 2011

ELEZIONI: QUANDO SI VUOL PERDERE

ELEZIONI: QUANDO SI VUOL PERDERE

 

Milano, la Moratti sotto Pisapia. I mass media di regime nulla ci hanno detto della rivolta dei cittadini contro la movida, delle manifestazioni e degli scontri. I residenti vogliono che venga rispettato il loro diritto al riposo notturno, a poter dormire di notte in casa propria. La giunta della Moratti si e’ invece schierata a favore della movida, dei quattro balordi tossici che schiamazzano di notte sotto le camere dei cittadini, dei quattro gatti di esercenti i quali sulla movida e sull’insonnia dei cittadini ci mangiano sopra, e contro la stragrande maggioranza dei residenti. I cittadini residenti, lavoratori ed elettori, gliel’hanno fatta pagare. Giustamente.

 

Il flop della Lega. Inutile chiudere il Forum di Radio Padania per tappare la bocca ai propri elettori. Quando un elettore vota Lega si aspetta che i clandestini che tentano di sbarcare a Lampedusa vengano ributtati a mare, anche a costo di sparargli addosso, esattamente come fanno altri paesi dell’Occidente “progredito”. E invece no. Ordini superiori finalizzati al melting pot globalista hanno imposto ai dirigenti della Lega un atteggiamento moscio, falsamente umanitario. E i clandestini, promossi al rango di profughi non si sa da cosa, continuano a sbarcare, a centinaia, a migliaia... Chi li vuole in casa propria? Certo non gli elettori leghisti, i quali ai dirigenti della Lega l’hanno fatta pagare. Giustamente.

 

Il PDL in calo. Se ti proclami liberista e difensore delle partite IVA e dei ceti produttivi, devi ridurre drasticamente tasse e spesa pubblica, devi favorire la mobilita’ sociale, piu’ che riformare devi attuare una massiccia deregulation (non cambiare le leggi, eliminale!) lasciando il massimo spazio al libero mercato, composto da tutti noi, e riducendo al minimo lo stato strumento delle famiglie padrone. Non vai a rompere l’anima ai liberi professionisti, che ti hanno votato, con demenziali innovazioni tipo la riforma ammazza avvocati di Alfano. Difendi i piccoli e i medi, autonomi e imprenditori, dallo stato e dalle multinazionali, dalle famiglie padrone degli stati e delle multinazionali, e dai loro lacchè di sinistra e della destra statalista. Specie quando hai come avversario una sinistra che inneggia al modello tedesco, un mix di tasse strangolanti la mobilita’ sociale (tassazione dei risparmi al 26%), di falsa ripresa keynesiana guidata dai consumi (vuol dire che si inducono le famiglie dei lavoratori a proletarizzarsi sperperando i risparmi per comprare i prodotti inutili o dannosi offerti dalle multinazionali), di redistribuzione della ricchezza (creata dai ceti produttivi, rubata ai ceti produttivi tramite stato, fisco, enti previdenziali e inflazione, e finita, tramite la spesa pubblica, nelle tasche delle famiglie padrone e dei loro lacchè del politburò). Se questo tedesco e’ il modello di ripresa di un PIL, misura falsa e ingannevole a uso e consumo dei gonzi keynesianizzati, bè, allora lasciatemi in recessione ancora un pò... E gli elettori appartenenti ai ceti produttivi l’hanno fatta pagare al PDL che non ha mantenuto le promesse di un vero liberismo. Giustamente.

 

Ma attenti. La sinistra e la destra statalista, serve delle famiglie padrone, sono ancora peggio. Vogliono dire tasse, spesa pubblica, contributi previdenziali, inflazione, debito pubblico, obblighi e vessazioni burocratiche, blocco della mobilita’ sociale, clientelismo, proletarizzazione dei ceti produttivi, delle famiglie, dei lavoratori, del popolo. E invece sono proprio le famiglie dei lavoratori che occorre rinforzare patrimonialmente e culturalmente, contro lo stato strumento delle famiglie padrone.

Per questo, turandosi il naso, per il momento, occorre ancora votare centrodestra. E nei prossimi mesi, invece di perdere tempo a guardare le partite di calcio o le offerte dei centri commerciali, entrare nei partiti e mettersi a lottare, in primis contro i dirigenti dei partiti stessi, perche’ democrazia vuol dire comando diretto del popolo, e non dei lacche’ dei padroni messi lì, sopra qualche poltrona di piccolo potere partitico, per eseguire gli ordini delle famiglie padrone.

Se non ci occuperemo di politica, la politica si occupera’ di noi.

Proletarizzandoci.

 

Filippo Matteucci

Economista liberista.


Pubblicato su L'Opinione del 19 Maggio 2011

 




27 febbraio 2011

MARIO DRAGHI E I TASSI DI INTERESSE

Il Governatore della Banca d’Italia Draghi ha intelligentemente riconosciuto che i bassissimi tassi di interesse, i più bassi da almeno due secoli, non hanno avuto alcun effetto benefico sull'economia e sulla ripresa.

Cito testualmente dal suo ultimo intervento al 17° Congresso AIAF - ASSIOM FOREX, visibile per intero qui:

http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/forex-26022011/Draghi_260211.pdf  :

 

“D’altronde,  tassi  reali  a  breve  termine  ampiamente  negativi,  come  quelli osservati negli ultimi due anni, non sono stati sufficienti a rialzare le prospettive di crescita delle economie meno dinamiche.”

“Nei primi nove mesi dello scorso anno gli utili dei cinque maggiori gruppi [bancari italiani] si sono ridotti dell’8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009; il rendimento del capitale e delle riserve, espresso su base annua, è sceso sotto il 4 per cento. Il margine d’interesse è sceso in due anni dal 2,0 allo 0,9 per cento del totale dell’attivo, a causa del  rallentamento  dei  volumi  intermediati  e  del  calo  del  mark-down  sui  depositi  a vista  determinato  dal  basso  livello  dei  tassi  d’interesse.”

“A beneficio della crescita di tutta l’economia andrebbe un assetto normativo ispirato, pragmaticamente,  all’efficienza  del  sistema.  Se  la  legislazione  non  è trasparente, di  qualità, stabile, se gli oneri amministrativi non sono proporzionati alle  attività  che  si  devono  regolare,  l’economia  alla  lunga  declina.”

 

 

Da anni io sostengo che abbassare il tasso di interesse non porta alcun vantaggio per le economie avanzate, anzi troppo spesso arreca danni seri e irreparabili sia al sistema economico sia al tessuto sociale.

 

Ricordo questo mio articolo di quasi sei anni fa, pubblicato su Società Libera del 29 Settembre 2005, qui:

http://www.societalibera.org/it/documdi/documdi_20050929_matteucci.html

che posto qui sotto per comodità del lettore.

 

Forse qualcuno troppo abituato a giocare con formulette econometriche avrebbe tratto beneficio da una sua lettura, magari attenta e seguita da una responsabile riflessione...

 

“Effetti della manovra sul tasso di interesse

 

Col presente articolo intendo svolgere alcune considerazioni, assolutamente non sistematiche, sulle conseguenze delle manovre sul costo del denaro, considerazioni che si inquadrano tuttavia nella critica ai fautori di un’economia di carta; mi riferisco con tale locuzione agli epigoni delle antiliberiste scuole keynesiane o neokeynesiane, a coloro che sognano di poter creare ricchezza dal nulla, ricorrendo alla spesa pubblica, al debito pubblico, a interventi e interferenze di uno stato onnipresente su variabili economiche non reali ma meramente contabili o monetarie.

 

Gli effetti di una manovra, al rialzo o al ribasso, sui tassi di interesse (1) ricadono principalmente su due grandezze macroeconomiche: il tasso di cambio della valuta nazionale e la domanda interna. Tralascio per brevità altri effetti secondari.

 

Per quel che concerne gli effetti sul tasso di cambio, è ovvio che maggiori rendimenti del denaro imprestato e, di conseguenza, maggiori rendimenti dei titoli di stato (2) attraggono capitali esteri. La maggiore domanda di bond da parte di soggetti esteri, porta a una maggiore domanda estera della valuta in cui quei bond sono emessi, provocando un rialzo del tasso a cui quella moneta è scambiata con altre valute. Una diminuzione del costo del denaro ha naturalmente effetti inversi.

Contestazioni radicali vanno invece avanzate contro le supposizioni dell’ortodossia statalista sugli ulteriori effetti che il rafforzamento o il deprezzamento di una valuta nei confronti delle altre ha sul prodotto interno e sul reddito. Cominciamo col fare dei distinguo basati sul tipo di economie prese in considerazione. Paesi che producono merci di fascia bassa, tecnologicamente mature od obsolete, di bassa qualità, si affannano ad alimentare le loro esportazioni con svalutazioni competitive della loro moneta. Le altre nazioni che importano tali beni sono così invogliate all’acquisto dal fatto di pagare poco, con le loro monete più forti, tali merci. Una moneta nazionale svalutata fa sì, perciò, che i prodotti di quel paese costino di meno all’estero, e si vendano di più. La diminuzione del costo del denaro e la conseguente svalutazione della moneta possono quindi costituire una strategia percorribile per i paesi che esportano prodotti ad alto contenuto di lavoro e di materie prime nazionali, soprattutto se tali paesi sono ai primordi dello sviluppo economico, sempre tuttavia a non voler considerare il depauperamento delle risorse interne e la sottoremunerazione dei lavoratori che a tale strategia conseguono.

Ben diverso è il discorso per le economie di trasformazione, che esportano cioè prodotti ad alto contenuto di materie prime importate. In tali paesi, le svalutazioni competitive della moneta comportano momentanei e illusori miglioramenti della bilancia commerciale (3), della domanda estera e del prodotto interno, miglioramenti che svaniscono come fumo non appena le imprese devono ricostituire le loro scorte di materie prime riacquistandole all’estero a prezzi resi più cari dalla svalutazione della moneta con cui comprano (4). Gli effetti della spirale inflazionistica che tale manovra provoca sui prezzi sia interni che esteri dei beni prodotti in tali paesi sono una realtà storicamente e tristemente più che provata: ne sa qualcosa l’Italia. Ma la svalutazione competitiva ben si addice alle economie di carta perseguite dagli economisti neokeynesiani, le cui teorie vorrebbero sostituire, come causa di incremento delle esportazioni, un effetto da illusionisti, il momentaneo calo dei prezzi all’estero dei prodotti da esportare indotto dalla svalutazione della moneta, a un fattore concreto e reale, la qualità e la competitività tecnologica dei prodotti nazionali. Una delle riprove storiche di quanto affermo è rinvenibile nella Germania dell’epoca di Kohl: il marco tedesco era la moneta forte mondiale, quasi un bene rifugio, i prodotti tedeschi all’estero erano nettamente più cari di quelli dei paesi esportatori concorrenti, eppure la Germania esportava a spron battuto, perché i suoi prodotti erano tra i migliori, e gli acquirenti di tutto il mondo li richiedevano (5).

Sintetizzando, e riferendomi alle sole economie avanzate di trasformazione, esporta quel sistema – paese che produce beni di qualità migliore e riesce così a conquistare la fiducia dei consumatori, interni ed esteri; e non quel sistema – paese che, ricorrendo a forzate diminuzioni del costo del denaro e conseguenti svalutazioni competitive, affossa la propria moneta distruggendo la ricchezza liquida dei propri cittadini (6). Inutile ricordare che l’intera area dell’euro è un’economia avanzata di trasformazione.

 

Veniamo agli effetti sulla domanda interna, anch’essa componente del prodotto interno e del reddito, al pari di quella estera. I teorici statalisti e antiliberisti delle economie di carta sostengono che la diminuzione del costo del denaro invoglierebbe gli imprenditori a investire, potendo questi ultimi prestarsi soldi dal sistema finanziario e creditizio a un tasso inferiore. La spesa per investimenti così generata avrebbe un effetto moltiplicatore su tutto il sistema economico, creando prodotto interno e reddito nazionale. Ugualmente, i consumatori sarebbero indotti a risparmiare di meno, visto il minor rendimento dei loro risparmi, e a spendere di più, magari comprando a rate quando i risparmi non ci sono. Tale aumento dei consumi incrementerebbe a sua volta la domanda interna. A fronte di tali ottimistiche aspettative c’è la realtà di megasistemi economici, quali l’area dell’euro e il Giappone, con tassi reali di interesse negativi (7) ed economie in stagnazione da anni. Come mai in tali aree economiche la domanda, gli investimenti, i consumi non ripartono? A questi tassi di interesse, i più bassi del secolo, queste economie avrebbero dovuto schizzare in alto come uno Shuttle dalla sua rampa di lancio. Invece gli unici fenomeni economici che si riscontrano in tali aree, oltre alla stagnazione, sono una bolla speculativa immobiliare e una perdita del potere di acquisto delle famiglie, con difficoltà per le stesse ad arrivare alla fine del mese.

Eppure la risposta a tale apparente stranezza è evidente, e non la si vede solo se non la si vuol vedere: le possibilità economiche delle famiglie sono decimate dal calo dei rendimenti dei loro risparmi e dall’aumento dei costi per le abitazioni. Le famiglie si tengono ancora più stretti i loro risparmi, non consumano, non domandano i prodotti che le imprese offrono. Gli imprenditori di conseguenza non investono: poco importa se a me imprenditore la banca presta a poco i soldi per ampliare la mia impresa e produrre di più, quando non avrei nessuno disposto a comprare questo surplus aggiuntivo di prodotti. E quindi la domanda interna non cresce. Cresce invece a dismisura il prezzo degli immobili, perché, visto il rendimento reale negativo di depositi e obbligazioni, la gente investe i propri risparmi nel mattone. E chi non ha risparmi è comunque invogliato dal bassissimo costo dei mutui ad acquistare anch’egli immobili, prestandosi il denaro necessario. Gli immobili sono infatti un investimento sicuro, visto che la pressione degli immigrati extracomunitari tiene su la domanda di case, in proprietà o in affitto, e impedisce odierne e future diminuzioni del loro prezzo.

E’ quindi ora evidente ciò che voglio sostenere: nei paesi avanzati, ricchi, dove i residenti sono possessori di piccole e grandi ricchezze mobiliari, il rendimento del denaro, dei risparmi, prima di essere un costo per le imprese indebitate, è una componente basilare, sia in senso materiale che psicologico, del reddito delle famiglie. Una diminuzione del rendimento del denaro produce una flessione dei consumi, a mio avviso ben più pesante dell’altra conseguenza, peraltro estremamente teorica, di tale diminuzione, e cioè l’aumento degli investimenti delle imprese.

Sottolineo che analogo effetto depressivo sui consumi delle famiglie, e di conseguenza sull’intera economia, ha un aumento della tassazione sui redditi finanziari, incidendo anch’essa sulle possibilità di reddito e di spesa delle famiglie. L’erario di stati con un elevato debito pubblico, come l’Italia, beneficia sì, in caso di bassi tassi di interesse, di un minor esborso di spesa per interessi sul debito, ma a tutto svantaggio delle tasche dei cittadini risparmiatori, che hanno prestato quei soldi allo stato investendo in BOT, CCT e BTP; l’effetto è lo stesso di una maggiore tassazione proprio sui risparmi.

 

Non sono certo questi giochi (8) su variabili monetarie e contabili, su tassi e tasse, sull’ultima bidonata da rifilare a investitori e risparmiatori che salveranno l’Europa dall’attuale decadenza. Penso invece che il problema sia un problema di qualità. Qualità di certa imprenditoria, troppo abituata a sussidi di stato, bassa tassazione effettiva sui redditi d’impresa, frequente ricorso al nero (9). Qualità della classe dominante, dei c.d. “poteri forti” assistiti (10), delle famiglie dominanti, più use allo sfruttamento del resto del paese (11) che ad acquisire capacità, meriti, successi sul campo e virtù. Qualità dell’apparato amministrativo, elefantiaco generatore di debito pubblico, di sprechi incontrollati, causa di prelievo fiscale eccessivo, clientelare datore di lavoro di milioni di dipendenti pubblici scarsamente produttivi. Qualità dei lavoratori, poco inclini a riqualificare le loro labour skills e i loro stili di vita, come la competizione globale richiederebbe.

In Italia, in particolare, troppa gente vuol vivere sulle spalle degli altri, in modo lecito o illecito, pretendendo il ricorso alla tassazione o al pizzo. Ovvio che in un tale scenario non edificante, chi può cominci a guardarsi intorno: il mondo è vasto, e altri paesi possono offrire qualità di vita, sicurezza, tranquillità (anche fiscale) ben maggiori.

 

 

 

Note:

 

(1) Il tasso di interesse altro non è che il costo del denaro per chi si indebita, e il rendimento dei soldi dati in mutuo per chi li presta.

(2)  I titoli di stato sono titoli rappresentativi di soldi prestati allo stato.

(3)  Ma con movimenti di capitali in fuga verso l’estero.

(4) Non rientrano invece i capitali fuggiti all’estero: i capitali hanno una memoria da elefante e, una volta scottati da svalutazioni e tassazioni, difficilmente ritornano da chi li ha traditi.

(5)  Ovviamente, il riferimento a Kohl astrae completamente dal colore politico dell’allora cancelliere tedesco. Oggi, in Europa, non è rilevante il credo politico professato dagli amministratori pubblici. Occorre invece capire quali diverse alleanze (o cosche, come le chiama Briatore) tra famiglie padrone di multinazionali o di grandi imprese finanzino e diano ordini a questo o a quel politico. E per saperlo basta informarsi sullo yacht di chi il tale ministro ha passato le ferie. Il tutto detto senza alcuna ironia.

(6)  E’ singolare e indicativo che i mass media vogliano farci credere che tali svalutazioni vengono effettuate non solo a favore degli imprenditori ma anche e soprattutto a favore dei lavoratori, quando in realtà sono proprio i risparmi e il potere d’acquisto dei lavoratori e degli anziani che vengono distrutti e mandati in fumo dall’inflazione che ne consegue.

(7) Tasso reale negativo vuol dire che chi presta soldi ha un rendimento inferiore all’inflazione, cioè alla perdita di potere d’acquisto dei soldi prestati, e quindi sta rimettendoci. Sta anche pagando una tassa allo stato, visto che l’inflazione è di fatto una tassa. Naturalmente mi riferisco all’inflazione reale, non ai dati dell’ISTAT, cui non crede più nessuno.

(8)  Giochi i cui registi sono sclerotici e ben conosciuti “poteri forti”, miranti come sempre solo ai loro momentanei interessi, a scapito degli altri cittadini.

(9) Occorre distinguere: la qualità la troviamo nella piccola e media impresa, non nella grande impresa assistita, usa com’è quest’ultima a fare e disfare i governi e a ripianare i bilanci in rosso coi soldi dei contribuenti. D’altra parte, proprio quelli che hanno fatto fortuna sfruttando il lavoro sommerso per fabbricare i loro prodotti a bassa tecnologia, senza mai pagare una lira di tasse, oggi, uscendo in yacht dal guscio delle loro province, si ergono a moralizzatori del sistema e a tartassatori di risparmiatori e investitori.

(10)  Poteri forti la cui esistenza viene affannosamente negata proprio da quei partiti, di vari ed opposti colori politici, da tali poteri oggi finanziati; poteri forti a cui fa profitto controllare non i mercati ma gli stati; poteri forti a cui fa paura non la piazza o il sindacato ma solo la più sfrenata libera concorrenza.

(11)  Vedasi le recenti pretese di aumentare la tassazione sui risparmi degli altri cittadini.”

 

 

Chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento può leggersi il mio "Principi di economia privatista" qui:

http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html

 

Il Cavaliere Premier farebbe meglio a contornarsi di validi e pragmatici economisti, invece che di equivoche e inutili ballerinette.

 

 

Avv. Filippo Matteucci

Economista liberista

 

 

 

 




18 giugno 2010

CAMERON & MERKEL: PIU' TASSE SUI NOSTRI RISPARMI? NO, GRAZIE

CAMERON & MERKEL: PIU' TASSE SUI NOSTRI RISPARMI? NO, GRAZIE


CAMERON & MERKEL: CHE BELLA COPPIA!!

di Filippo Matteucci » ven giu 18, 2010 7:11 am
CAMERON; MERKEL: LA FINTA DESTRA, STATALISTA E TASSAIOLA COME LA VECCHIA SINISTRA, ENTRAMBE AGLI ORDINI DEGLI STESSI PADRONI.
(MARGARET & RONALD, COME VI RIMPIANGIAMO…)



I REGALI DI MAMMA MERKEL

I giornali di oggi riportano la notizia che la cancelliera tedesca Angela Merkel vuole tassare ulteriormente i prodotti finanziari, in altre parole i risparmi dei lavoratori e degli anziani. La Merkel fa finta di non sapere che i risparmi sono già supertassati dall’inflazione (e l’inflazione è una tassa, la peggior tassa, anche se i mass media di regime si guardano bene dal dirlo).
La Merkel ben rappresenta le famiglie padrone, la grande industria assistita, sovvenzionata, sussidiata, succhiasoldipubblici. In Italia ricordiamo i politici vicini alle famiglie padrone ( poco importa che siano dipinti di rosso, di bianco o di nero) che richiedevano qualche anno fa il raddoppio della tassazione sulle rendite finanziarie, ovvero sempre sui risparmi di lavoratori e anziani. Ovvio che queste tasse sui risparmi andrebbero a colpire sempre e solo il popolo, la gente comune, e mai i veri ricchi, i veri padroni, le famiglie dominanti, quelli che fanno eleggere certa gente alle cariche politiche. I veri ricchi di tasse non pagano una lira, anzi usano lo stato e il fisco per impadronirsi dei soldi degli altri, del popolo, di noi gente comune. Lo stato e il fisco sono roba loro, roba dei padroni, strumenti dei padroni; dare più soldi e più potere allo stato vuol dire dare più soldi e più potere alle famiglie padrone, contro il popolo. Lo stato è sempre dei padroni e contro il popolo.
Lo stato non siamo noi; lo stato è contro di noi.
Lo stato è uno strumento della famiglie padrone contro le altre famiglie, contro la mia famiglia, contro le nostre famiglie. Alle famiglie padrone piacciono i soldi, i soldi degli altri, i soldi nostri.
La Merkel ben rappresenta certa destra statalista e tassaiola, depredatrice di lavoratori e risparmiatori. Anche Berlusconi poteva risparmiarsi certe uscite contro la speculazione sulle borse merci: la crisi è stata causata dai tassi di interesse troppo bassi che hanno provocato la bolla immobiliare e creditizia del 2008, e non dalla speculazione; lo sanno tutti, ma ai mass media di regime fa comodo far finta di non saperlo.
Interventi degli stati servi dei padroni sui mercati finanziari sono interventi liberticidi.
I mercati finanziari sono l’ultima oasi di libertà, di libera concorrenza, di libero mercato: ogni intervento dello stato dei padroni contro i mercati finanziari è un intervento contro il popolo, contro i lavoratori che risparmiano. Ma i padroni non vogliono che i servi risparmino e si facciano un capitale familiare, temono le famiglie concorrenti. I servi devono rimanere servi, i servi devono essere tutti uguali davanti al padrone, e fare la fila proni e ossequienti per elemosinare un miserabile posto pubblico.
Tornando alla Merkel, ricordo alcuni suoi regali ai lavoratori che risparmiano: le azioni Volkswagen, che hanno perso in un anno il 70 % (la ditta va bene, ma i suoi padroni giocano a spennare i risparmiatori, e il loro (!) governo glielo permette…), le azioni dei magazzini Arcandor Karstadt Quelle, ditta fatta fallire dal rifiuto di aiuti da parte della Merkel, divenute carta straccia, le azioni della banca (di fatto pubblica) IKB, crollate del 97 % … questi sono i regali ai risparmiatori di mamma Merkel.

Invito tutti i risparmiatori a non comprare e a boicottare azioni e obbligazioni tedesche finché la statalista e tassaiola Merkel rimane al governo.

Per chi ha la voglia e il tempo di approfondire l’argomento consiglio le seguenti letture:

http://epistemes.org/2008/01/10/dieci-b ... e-rendite/
Articolo di Benedetto Della Vedova, Piercamillo Falasca e Mario Seminerio

http://www.tradersxsempre.com/public/fo ... ded&start=
(intervento di Luciano Priori Friggi)

by http://www.lewrockwell.com/paul/paul334.html
(articolo sull’Inflation Tax di Ron Paul)

http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=553
(articolo di Gian Battista Bozzo)

http://www.ideazione.com/rivista/6-06/mancia_06_06.htm
(articolo di Andrea Mancia)

http://www.italia-risparmio.it/finanza/ ... azione.php
(articolo mio)

http://www.fff.org/freedom/0293c.asp
(articolo di Victor Niederhoffer)

 

I risparmi dei cittadini sono già tassati pesantemente dall’inflazione.
Un’ulteriore tassazione sui risparmi e/o sui proventi dei risparmi è iniqua e predatoria.
L’inflazione è una delle tasse più pesanti, colpendo il risparmio e il potere d’acquisto dei cittadini.
L’inflazione serve a finanziare spese pubbliche pilotate, stampando nuova carta moneta che va a inflazionare la carta moneta esistente, cioè la liquidità in mano ai cittadini. Le famiglie dei lavoratori risparmiatori vengono così impoverite, e la ricchezza loro depredata tramite l’inflazione va a arricchire le famiglie dei beneficiari della spesa pubblica, beneficiari designati arbitrariamente e clientelarmente.

E’ invece giusto che la ricchezza che ogni famiglia deve avere venga determinata dai meriti, dalle virtù, dall’intelligenza, dall’accortezza, dalla probità di quella famiglia, e non da chi controlla lo stato, il fisco, la spesa pubblica e l’emissione di moneta.

Una moneta d’oro o strettamente ancorata all’oro salverebbe i risparmi e il potere d’acquisto dei cittadini, dei ceti produttivi.

Per tutto questo:

NO ALLE TASSE SUI RISPARMI E SUI PROVENTI DEI RISPARMI (ipocritamente chiamati “rendite finanziarie” da chi vuol vivere sulle spalle altrui, da chi vuol rubare i soldi degli altri, da chi vuol rubare i soldi a chi se li è sudati).

NO ALLA TASSAZIONE DI OBBLIGAZIONI, TITOLI DI STATO, AZIONI, INTERESSI, DIVIDENDI E CAPITAL GAINS.

Filippo Matteucci
Economista Libertarian

PIU' TASSE SUI TUOI RISPARMI?
NO, GRAZIE

http://www.foto-blog.it/img/d148_4857.jpg

 

QUALCUNO DEVE RICORDARE E MANTENERE LE PROMESSE...

 




12 gennaio 2008

PERCHE’ NON AUMENTARE LA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE

 

PERCHE’ NON AUMENTARE LA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE

(Spiegazione per coloro che, in buona fede, hanno occhi, orecchi e cervello foderati di mortadella prodiana [*] )

Consideriamo la seguente ipotesi. Ho 10.000 euro di sudati risparmi, ci compro un BOT che mi rende il 4% annuo lordo, ovvero 400 euro. L’inflazione, cioè la perdita di valore, di potere d’acquisto dei miei risparmi causata dall’aumento dei prezzi, è anch’essa del 4% all’anno. Quindi i miei risparmi si svalutano di 400 euro ogni anno. Calcoliamo:

400 euro di rendimento meno 400 euro d’inflazione uguale 0.

L’inflazione è una tassa, anzi, è il più pesante e subdolo tributo che lo stato ci impone, quindi il mio rendimento di 400 euro mi è già stato tutto mangiato dall’inflation tax.

Ma non basta: su tutti i 400 euro di rendimento lordo nominale devo pagare allo stato anche l’imposta sostitutiva, oggi del 12,5%, proprio quell’imposta che vogliono ora quasi raddoppiare portandola al 20%. Calcolandola ancora al 12,5% è: 400*12,5/100= 50 euro.

Quindi, partendo dai 10.000 euro di risparmi iniziali e considerando il loro reale potere d'acquisto:

400 euro di rendimento - 400 euro d’inflation tax - 50 euro di imposta sostitutiva = - (meno!) 50 euro.

La mia inaudita “rendita” finanziaria da ricco speculatore è negativa, ci ho rimesso 50 euro regalando ben 450 euro allo stato.

Ma tutti sappiamo che l’inflazione reale è ben superiore al 4% ufficiale, siamo in realtà oltre il 10% annuo. Divertitevi voi a conteggiare la mia inaudita rendita calcolando l’inflazione reale…

Non sono stato chiaro? Allora consideriamo questa seconda ipotesi.

Dieci anni fa, nel 1998, con 150.000 euro ci compravo un bell’appartamento semicentrale. Non l’ho comprato e ho investito in BOT e fondi a basso rischio. Coi rendimenti ottenuti (al netto dell’imposta sostitutiva pagata su di essi) in dieci anni sono arrivato a 200.000 euro. Oggi ho bisogno di comprarmi un appartamento: guardo il mercato degli immobili e vedo che con i miei 200.000 euro ci compro sì e no un bilocale in periferia.

Domando: passando, grazie ai rendimenti nominali, in dieci anni, dai 150.000 euro del 1998 ai 200.000 euro di oggi, mi sono arricchito o mi sono impoverito?

I 50.000 euro di rendita netta decennale mi hanno compensato della svalutazione dei miei risparmi causata dall’inflation tax? Ovviamente NO.

Per comprare quel bell’appartamento semicentrale che nel 1998 mi costava tutti i miei 150.000 euro oggi mi occorrono 300.000 euro (che non ho).

Facendo due conti:

150.000 euro di costo nel 1998 (e di risparmi iniziali) + 50.000 euro di rendita netta decennale - 300.000 euro di costo attuale = - (meno!) 100.000 euro.

Oltre all’imposta sostitutiva pagata nel decennio, ho regalato altri 100.000 euro di inflation tax allo stato, e mi sono drasticamente impoverito.

Devo pagare ulteriori tasse?

Volete raddoppiarmi la tassazione sulla mia favolosa rendita finanziaria?



E, sottolineo, è assolutamente falsa, falsissima, l’affermazione ricorrente che il rendimento del risparmio è tassato meno dei redditi da lavoro o d’impresa. Chiariamo questa cosa una volta per tutte e in modo che la possa capire anche chi ignora cosa sia un tributo (pur pagandolo).

In parole povere, e semplificando molto, chi ha un reddito da lavoro o d’impresa, paga allo stato una percentuale più alta ma solo su una parte del suo reddito, e inoltre ha degli sconti d’imposta. Chi ha un rendimento da risparmio paga una percentuale più bassa ma su tutto il rendimento, e non ha nessuno sconto d’imposta.

I redditi da lavoro e i redditi d’impresa sono infatti tassati con un’imposta diversa da quella che colpisce i rendimenti dei risparmi (chiamati impropriamente e in malafede rendite finanziarie).

I redditi da lavoro e d’impresa sono tassati dall’imposta sul reddito, che non colpisce tutto il reddito, ma solo la base imponibile, ovvero solo quella parte del reddito che supera la fascia esente e che rimane dopo aver dedotto varie spese (ad esempio per i familiari a carico). Inoltre, dall’imposta così calcolata si possono poi scontare varie detrazioni.

I rendimenti dei risparmi sono invece tassati da un altro tipo d’imposta, l’imposta sostitutiva, che non ammette fasce esenti, deduzioni o detrazioni. In particolare dal rendimento nominale del risparmio non si può dedurre (scontare) l’inflazione, né qualsiasi spesa (ad esempio, non si possono scontare le spese per i familiari a carico). Non ci sono fasce esenti, quindi l’imposta sostitutiva si paga su tutto il rendimento, fino all’ultimo centesimo. Non sono ammesse neanche le detrazioni (cioè i vari sconti d’imposta).

Le due imposte sono quindi strutturalmente diversissime e non è possibile fare paragoni tra le aliquote nominali (le percentuali del reddito che il fisco si prende), perché la base imponibile (l’importo tassato, a cui si applica l’aliquota) nei redditi da lavoro e d’impresa non è tutto il reddito, mentre nei rendimenti da risparmio si. A parità di reddito e di aliquota nominale, l’imposta sostitutiva che colpisce il risparmio è quindi molto più gravosa dell’imposta sul reddito che colpisce il lavoro e l’impresa. (Per non parlare della possibilità di scontare le perdite negli anni successivi a quello in cui la perdita si è verificata, che nel reddito da risparmio è vergognosamente limitata a soli quattro anni.)

Spero che ora siano chiari la malafede e il fine di  disinformazione di chi, approfittandosi dell’ignoranza del popolo in materia fiscale, per infinocchiare chi di tributi non se ne intende, va raccontando che il risparmio è tassato meno del lavoro o dell’impresa.
In realtà costoro vogliono tartassare sia i salari sia i risparmi dei lavoratori sia le piccole e medie imprese.



Filippo Matteucci

[*] a quelli in mala fede non ho nulla da spiegare: sanno già benissimo che quella parte ulteriore dei nostri risparmi che vogliono confiscarci raddoppiando la tassazione sui rendimenti, non andrà in servizi pubblici ma nelle loro tasche. Inoltre non capisco perché i mass media tacciono sulle verità sacrosante esposte in questo post: da quali poteri forti è venuto l'ordine ai politici statalisti di ogni colore (bianchi, rossi e neri: da Ferrero ad Alemanno, da Follini ad Amato, da Bertinotti a Di Pietro) di tartassare i risparmi? A chi fa così tanto comodo questo aumento di tassazione sui risparmi dei lavoratori?




8 gennaio 2008

ARIA LIBERA

ARIA LIBERA

L'Italia e l'Europa hanno bisogno di meno stato e più mercato, di meno politici, amministratori e burocrati e di più imprenditori.

Non capisco la follia di coloro che pur rendendosi conto che lo stato è uno strumento oggi in mano a famiglie di indegni potentati, vogliono conferire, contro gli interessi della propria famiglia, a questo stato-strumento più poteri, più funzioni, più tasse, più soldi.

E' come darsi la zappa sui piedi.

Ci vuole il massimo di rispetto e di tutela della proprietà privata, e la più ampia libertà di entrata sui mercati, il più ampio spazio per intraprendere liberamente attività produttive, senza alcun tipo di vessazioni burocratiche e stataliste.

Lo stato pensi all'ordine pubblico, oggi inesistente, e a difendere i confini dalle massicce invasioni straniere in atto (leggi: immigrati), che rendono città, paesi e campagne invivibili (e spingono i prezzi delle case, in acquisto o in affitto, alle stelle).

Siamo seri, siamo pragmatici, guardiamo alla realtà, senza farci istupidire da obsoleti pregiudizi demagogici e soprattutto ideologici.

Avv. Filippo Matteucci




8 gennaio 2008

IL VERO LIBERISMO

IL VERO LIBERISMO

Il vero liberismo non è quello di politici, professori universitari, superburocrati, tutta gente pagata coi soldi dello stato, coi soldi di noi contribuenti, quindi tutta gente statalista per natura, per definizione e per convenienza.

Il vero liberismo ha come veri ed unici protagonisti quei cittadini, imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti del settore privato, che ogni giorno combattono liberamente sui mercati, e, producendo ricchezza, tengono in piedi l'intero sistema.

Siamo noi ceti produttivi il liberismo.

Gli altri, coloro che ci vogliono amministrare e armonizzare, politici, professori universitari, superburocrati, i produttori di ideologie e chiacchiere, stipendiati con la ricchezza prodotta da noi e non da loro, sono liberisti a chiacchiere, appunto.

Molta gente dovrebbe riflettere sulla propria inutilità.

Ricordo, al riguardo, il pensiero di Luigi De Marchi e di Hans-Hermann Hoppe sullo statalismo di docenti e intellettuali europei, pagati dallo stato o dalle famiglie che usano lo stato e il fisco per ripianare i bilanci in rosso.

Avv. Filippo Matteucci



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