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  Cromwell [ Avv. Filippo Matteucci ' s Blog. Austrian Privatist Economist and Anarcho-Capitalist Libertarian Theorist ]
         

Battle of Marston Moor by http://www.slowleadership.org/blog/index.php?s=cavaliers


25 gennaio 2012

SE NON TI OCCUPI DI POLITICA LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE. - T.P. FEDERAZIONE LIBERISTA


SE NON TI OCCUPI DI POLITICA LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE.  - T.P. FEDERAZIONE LIBERISTA  

Se non ti occupi di politica la politica si occupera’ di te, dei tuoi redditi, dei tuoi beni, della tua famiglia, dei tuoi figli, della tua mente, della tua salute.    

Noi crediamo che il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra, obsoleta, inutile e ingannevole per il popolo, sia un nuovo liberismo marcatamente privatista, regolato tramite forme evolute di democrazia diretta.   

Noi siamo il Tea Party Federazione Liberista. Da non confondere col Tea Party Italia. Rispetto al Tea Party Italia non siamo né amici né nemici, siamo semplicemente un’altra cosa, ben diversa. Crediamo che la gente comune debba essere avvicinata alla politica, invitata e indotta a fare politica con liberalismo e cortesia, e non allontanata dalla politica da scagnozzi e tirapiedi delle famiglie padrone, da odiosi atteggiamenti di sufficienza e irrisione. Il cittadino, il lavoratore DEVE , nel suo interesse, occuparsi di politica, perché se lascia la politica in mano alle famiglie padrone e ai loro lacchè fa il loro gioco, costoro lo proletarizzeranno tramite tasse, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica pilotata. Per questo crediamo che i movimenti politici non debbano essere preconfezionati dai poteri forti, calati dall’alto come una cappa che imprigioni e inganni le menti dei cittadini canalizzando la protesta nel nulla, ma debbano invece nascere spontaneamente dalla base, come i no tav o i comitati antimovida dei residenti, ed essere ispirati da chi da anni si batte contro questo regime lavacervelli, tiranno, predone e oppressore. Occorre far capire anche a coloro col cervello lavato dalla propaganda “di sinistra” dei poteri forti, che nella vita le uniche tutele che hai contro le famiglie padrone che vogliono proletarizzarti e mantenerti servo sono la tua salute, la tua famiglia, la tua proprietà privata, il tuo clan parentale, la tua rete di vere amicizie, la tua comunità locale. Tutto il resto è contro di te, in primo luogo lo stato.

Non ci interessa essere “ufficiali”, riconosciuti da qualche mass media di regime o da qualche potere forte: l’ostracismo, l’irrisione o la non considerazione da parte dell’odioso e odiato establishment massostatalista e antipopolare ci rafforzano certificandoci come autentici mille volte di più di qualsiasi hosting da parte di di soggetti inautentici e fregapopoplo.

Ci interessano poco le contingenze politiche del momento. Non ci interessano personalismi, arrivismi e carrierismi. Non ci interessa fare i portaborse, i leccapiedi del politico di turno. I nostri scritti, i nostri interventi, le nostre conferenze dimostrano che siamo liberisti da decenni, dalla nascita, da sempre, non pischelli antipatici e arroganti che sognano la carriera politica. Non ci interessano prebende e poltrone.

LA NOSTRA E’ PRIMA DI TUTTO UNA BATTAGLIA CULTURALE.

I nostri grandi maestri sono noti: Margaret Thatcher, Ronald Reagan, H. H. Hoppe, Von Hayek, Von Mises, Rothbard, Jesus Huerta De Soto, Arthur Laffer, Milton Friedman, ma anche Giacinto Auriti, Papa Leone XIII, Ghandi, i Classici del Liberismo da Bastiat a Smith, da Ricardo a Menger. Valutiamo, con i dovuti distinguo ma anche con estremo interesse, gli scritti di Fisiocratici e Mercantilisti, di Gianfranco Miglio, e di tutti i contemporanei ( Maurizio Blondet, Paolo Franceschetti, Edoardo Longo, solo per citarne alcuni ) che si battono per la libertà degli individui, delle famiglie, delle comunità locali contro lo statalismo mondialista, la dottrina delle famiglie padrone dei poteri forti. E non c’importa se questi autori vengono considerati “di destra” o “di sinistra”. Non abbiamo pregiudizi e preclusioni, e siamo pronti a collaborare con chiunque, fosse anche il più stalinista dei comunisti, il più nazista dei fascisti, il più tradizionalista dei cattolici, il più integralista degli islamici, il più anarchico degli antistatalisti, si sta battendo contro questo regime mondialista che vuol asservire popoli e famiglie ai suoi maligni e predatori disegni. Questo perché abbiamo il massimo rispetto di tutte le opinioni altrui; non abbiamo nessun rispetto né timore reverenziale verso i tiranni e i predoni, né tanto meno verso i loro tirapiedi, specie quando costoro recitano, per ingannare il popolo, quel ruolo di liberisti che spetta a noi in primis.

E il popolo sa giudicare: un popolo informato saprà capire chi è in buona fede, chi si batte per il Bene e chi per il male.


T.P. Federazione Liberista  -  Filippo Matteucci (Founder)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/11/la_patrimoniale_arricchisce_i.html

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/




26 giugno 2010

NO TAX ON FINANCIAL TRANSACTIONS

NO TAX ON FINANCIAL TRANSACTIONS



The speculation allows and makes possible the best price for the final user and makes markets more efficient and transparent: this is an economical law, but interested parasites have made the brainwashing to the people persuading the inexperts to think the opposite one.  The speculation is an occasion, an opportunity FOR ALL (anyone can invest in a fund) for make small earnings and it must be therefore boosted, because it produces wealth, and not be taxed. 

 

NO TAX IS EVER IN FAVOUR OF THE PEOPLE, ALL TAXES ARE AGAINST THE PEOPLE. 

 

The state does not resolve the problems, the state is the problem (Ronald Reagan). 

 

From over a century the fiscal pressure did only ascend, robbing citizens, workers, families, unbalancing the market, twisting the free competition, subsidizing patron-and-client, parasitic, oppressive unwieldly bureaucratic organizations. 

Today absolutely we should invert such tendency: no new tax should be created, no present tax should be increased, all the present taxes should be decreased and/or abolished. 

 

ANY STATE’S MASTER, RULER, POTENTATE WICH IMPOSES A NEW TAX OR INCREASES AN EXISTING TAX IS A TYRANT AND A ROBBER, INDEPENDENTLY FROM WHO AND WHAT HE’S GOING TO TAX. 

 

THE ULTRARICHES, THE FAMILIES MASTER AND OWNER OF THE STATES, DO NOT ESCAPE TAXES, BUT COLLECT THEM. 

 

The savings of the citizens are already taxed heavily by the inflation. 

A further taxation on the savings and/or on the revenues of savings is iniquitous and predatory.

Inflation is one of the more heavy taxes, hitting the savings and the purchasing power of the citizens. 

Inflation is used for finance piloted public expences, printing new paper money that inflates present paper money, that is to say the liquidity owned by citizens. 

The families of saving worker people come so impoverished, and their wealth, their purchasing power robbed by inflation goes to enrich the families of the beneficiaries of the public expence, beneficiaries arbitrarily designated. 

Instead is good and right that the wealth that every family should have is determined by the merits, virtue, intelligence, cautiousness, probity of that family, and not by who controls the state, the tax authorities, the public expence and the coin of money. 

Only a golden money or a gold-linked money would preserve the savings and the purchasing power of the citizens, of the productive classes.

 

For all this: 

 

NO TAX ON SAVINGS AND ON THE REVENUES FROM SAVINGS

 

NO TAX ON PERSONAL FINANCE INVESTMENTS

 

NO TAX ON BONDS, STOCKS, YIELDS, DIVIDENDS AND CAPITAL GAINS. 

 

NO TAX ON FINANCIAL TRANSACTIONS

 

Filippo Matteucci

Italian Privatist Economist for Global Free Trade


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NO TAX ON SAVINGS – NO ALLA TASSAZIONE DEL RISPARMIO 

http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=245286314868&ref=ts


For reading:

 

http://epistemes.org/2008/01/10/dieci-buone-ragioni-per-non-tassare-le-rendite/

Articolo di Benedetto Della Vedova, Piercamillo Falasca e Mario Seminerio

 

http://www.tradersxsempre.com/public/forum/index.php?showtopic=1253&pid=135606&mode=threaded&start=

(intervento di Luciano Priori Friggi)

 

http://www.lewrockwell.com/block/block160.html

(articolo di Walter Block)

 

http://www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

(articolo sull’Inflation Tax di Ron Paul)

 

http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=553

(articolo di Gian Battista Bozzo)

 

http://www.libertiamo.it/2010/01/12/teso-a-boeri-ma-esistono-le-rendite/comment-page-1/#comment-10224

(articolo di Adriano Teso)

 

http://www.italia-risparmio.it/finanza/rendite_finanziarie_ipotesi_sugli_effetti_di_un_aumento_di_tassazione.php

(articolo mio)

 

http://www.fff.org/freedom/0293c.asp

(articolo di  Victor Niederhoffer)

 

Proprietà privata e proprietà pubblica dello stato in Hans-Hermann Hoppe

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

e

Principi di economia privatista

http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html

 

Wikipedia – Mobilità sociale

http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)

 

www.hanshoppe.com

 

www.libertarianism.com

 

www.lp.org

 

http://democraziaturnaria.splinder.com

 

www.libertarian.co.uk

 

http://mises.org

 

Due parole sul sistema fiscale

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html  

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html  

 

www.ronpaul.org

 

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/






6 febbraio 2010

SPECULAZIONE E MOBILITA' SOCIALE

 SPECULAZIONE E MOBILITA' SOCIALE

Nel mondo della finanza, delle Borse mondiali, una delle poche oasi di libero mercato rimaste,  gli speculatori sono coloro che rendono possibile l’interscambio al miglior prezzo di merci e valori, così svolgendo una funzione benefica e indispensabile per l’economia. La speculazione è quindi normale, ed enormemente utile, in una economia libera.

La speculazione è anche e soprattutto l'unica via rimasta a chi è nato in una famiglia modesta per farsi strada nella vita, per accrescere il patrimonio della sua famiglia.
Tutte le altre vie di innalzamento sociale sono strettamente controllate dalle famiglie padrone e dai loro lacchè del politburò.
Minimi avanzamenti sociali vengono concessi solo a quelle famiglie di servi di provata fedeltà verso i padroni, in cambio di una totale obbedienza e di una completa rinuncia a qualsiasi sentimento di onestà e giustizia.

Coloro che instillano in un popolo completamente tenuto ignorante in materia l'odio verso lo " speculatore " vogliono solo bloccare la mobilità sociale.

Vogliono che il figlio del servo continui a fare anche lui il servo, anche se meritavole e capace; vogliono che il figlio del padrone rimanga padrone, anche se balordo, drogato e buono a nulla.

Predicano contro la speculazione quei poteri forti statalisti succhiasoldipubblici che sono soliti eliminare ope judicis i competitors migliori di loro.
Tali poteri forti, andati a male come un cibo scaduto, controllano lo stato e lo usano, oltre che per depredare il popolo, contro coloro che per merito avrebbero il diritto a sostituirli.
Bloccano così il ricambio delle élites, indispensabile per la salute e il buon funzionamento del sistema economico e politico.


Voce " MOBILITA' SOCIALE " da Wikipedia:

"Per mobilità sociale si intende il passaggio di un individuo o di un gruppo da uno status sociale ad un altro, e il livello di flessibilità nella stratificazione di una società, il grado di difficoltà (o di facilità) con cui è possibile passare da uno strato ad un altro all'interno della stratificazione sociale ossia la pluralità dei gruppi sociali presenti all'interno della società con ruoli diversi e diverso accesso alle risorse.
[...] È comunque solo con la più recente comparsa della classe media impiegatizia che la mobilità sociale è diventata un fenomeno forte, per cui molti figli di operai e contadini sono entrati a far parte della classe media, anche se le classi superiori, come l'alta borghesia, sono rimaste per lo più composte da figli di borghesi. La mobilità sociale, quindi, tende a presentarsi tra le classi basse e medio-alte, e ad essere molto limitata per quello che riguarda le classi più elevate.

Esistono vari idealtipi utili a classificare la mobilità:

- Intergenerazionale (misurata confrontando lo status sociale dell'individuo con quello dei suoi genitori) / intragenerazionale (distanza coperta da un individuo nella propria vita).

- Assoluta (grado di mobilità sociale in una società stratificata nel suo complesso) / relativa (grado di mobilità sociale nelle diverse classi di una società stratificata).

- Occupazionale (riferita solamente al lavoro) / sociale (riferita sia al lavoro che ad altre componenti).

- Individuale / di classe.

Le società a mobilità sociale più elevata (sia intra che inter generazionale) sono per lo più quelle industrializzate, grazie alla presenza della classe lavorativa medio-alta, all'importanza dell'istruzione come strumento di elevazione sociale del soggetto, alla maggior specializzazione che nel lavoro è richiesta e che proprio con l'istruzione può essere raggiunta, e alla diffusione delle idee e dei valori di uguaglianza e pari opportunità. Le società a mobilità sociale più bassa sono nella maggior parte dei casi quelle a economia agricola, dove non è necessaria una specializzazione e quindi l'istruzione non ha un ruolo fondamentale, e non è presente la classe media. In queste società è più forte il ruolo attribuito dalla nascita e lo status "ereditato" dalla famiglia d'origine.

Il concetto di mobilità in 3 sociologi classici 
Secondo Karl Marx l’unica mobilità possibile è quella consistente nel passaggio da un modo di produzione al successivo: un enorme cambiamento macrosociale (es: il passaggio dal sistema feudale al sistema industriale); è questa una lettura legata alla dicotomia struttura/sovrastruttura.
Secondo Max Weber la mobilità è l’interagire di classi, ceti e partiti, in un ambito multidimensionale.
Secondo Vilfredo Pareto la mobilità consiste nell’avvicendamento delle elite dirigenti (politiche e non politiche) perché la società necessita di una elite adatta a governare bene; ne deriva il problema dell’adeguatezza della elite.

Classificazione delle società 
È possibile classificare le società in base al grado di mobilità che esse permettono. Troviamo in questa classificazione alcuni "tipi puri estremi" intesi come estremi di un continuum; se da un lato troviamo la società USA (che ha fatto della mobilità sociale un imperativo sociale), all'altro capo troviamo la società indiana (che vive nella divisione in caste un'artificiosa immobilità dovuta alla chiusura sociale). [...] Da notare che si tratta di una categorizzazione puramente convenzionale: sia la società USA che la società indiana presentano rispettivamente vincoli alla mobilità e canali di mobilità.
Nelle società totalmente immobili troviamo degli individui "infiltrati" sugli scalini alti della gerarchia e questo è dovuto principalmente ad eventi eccezionali (es: in Iraq la Seconda Guerra del Golfo ha deposto il regime preesistente e ne ha instaurato un altro prima escluso dal potere). Altro motivo di mobilità sono generalmente grandi doti individuali (es: invenzione geniale sfruttata a fini di arricchimento) oppure unioni matrimoniali particolarmente convenienti.
Alla stessa maniera, società totalmente mobili presentano un minimo di cristallizzazione o chiusura sociale, che consiste in confini che impediscono ad alcuni di accedere ad alcune posizioni.

Canali di mobilità sociale 
Esistono vari modi di salire o scendere nella gerarchia. I canali di mobilità variano da società a società e da epoca a epoca.
Alcuni esempi: nelle società militari e nei regimi dittatoriali abbiamo l’esercito (es: fondamentale canale di mobilità nell'URSS). Nelle società industriali i canali possono essere l'inserimento nel sistema produttivo, il titolo di studio, l'appartenenza a determinate istituzioni (es: Ministero dell'Interno), il possesso di organizzazioni economiche (es: Bill Gates) e/o legami con istituzioni religiose."

Filippo Matteucci

Due possibili letture sull'argomento:
Proprietà privata e proprietà pubblica dello stato in Hans-Hermann Hoppe
http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true
e
Principi di economia privatista
http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html




8 gennaio 2008

RICOMINCIAMO DALLA BASE

RICOMINCIAMO DALLA BASE

L'Italia è oggi un paese invivibile, un inferno di tasse, immigrati, spaccio, prostituzione, criminalità, locali notturni, inquinamento, rumori.

Ma prima di emigrare in paesi liberi, possiamo provare a combattere sul territorio. E' inutile sperare che altri ci risolvano i problemi, dobbiamo risolverceli da noi, partendo dal nostro condominio, dalla nostra via, dal nostro quartiere, dal nostro comune, individuando quelle famiglie che su questa situazione degradata ci mangiano sopra, gli appartenenti ai ceti parassitari, e additandole al pubblico disprezzo.

Dobbiamo riappropriarci del territorio: ronde di quartiere, anche e soprattutto notturne, e comitati di quartiere.

I comitati di quartiere devono essere composti da noi, magari a turno, conciliando le nostre possibilità di tempo libero. Mai, dico mai, delegare altri. Chi delega potere, perde potere. Chi si fa amministrare arricchisce l'amministratore e impoverisce se stesso. L'eletto, il delegato, per sua natura tende a conservare la poltrona e lo stipendio-rendita, diventa un professionista della politica che campa sulle spalle di chi lo ha eletto, di chi gli ha delegato potere: alla fine tende a conservarsi la poltrona anche contro gli interessi dei suoi elettori.

Basta delegare, basta lasciarsi amministrare e rappresentare da altri. Dobbiamo andare avanti noi per primi.

Avv. Filippo Matteucci



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